Giovedì, 19 Settembre 2019
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ONDATA DI GELO

È maggio ma sembra inverno: freddo dall'Artico in tutta Italia, maltempo e vento in Calabria e Sicilia

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Neve sulle Dolomiti

La primavera dovrebbe essere arrivata già da un po' ma in Italia piogge, burrasche e nevicate sparse continuano a offrirci un mese di maggio dal sapore invernale.

Il responsabile di questa situazione anomala, che potrebbe protrarsi ancora per qualche giorno, è il cosiddetto "vortice polare", ossia l’area di bassa pressione che si trova sull'Artico, che sta investendo il Mediterraneo e l'Italia portando condizioni meterologiche simili a quelle invernali.

Per i prossimi giorni, infatti, sono previsti ancora vento, piogge sparse, una diminuzione delle temperature e il ritorno della neve al centro-nord, anche a quote relativamente basse. Lombardia, Veneto e Liguria le regioni più a rischio. E a Genova, per l’allerta meteo, slitta il ritorno a casa degli sfollati dalle case sotto il viadotto Morandi.

Ma il maltempo sta interessando diverse zone della penisola, da nord a sud. In provincia di Alessandria vento forte, temporali e aria fredda così come sull'Appennino Ligure-Piemonte dove la neve è caduta a quote molto basse. Pioggia in pianura e in collina anche sul basso Monferrato, con valori tra 4 e 7 gradi.

Forti raffiche di vento anche nella zona del lago di Garda dove alcune strade sono state chiuse per rami pericolanti.

Clima quasi natalizio anche in Veneto con nevicate e temperature sotto zero in montagna, vento e pioggia sferzante nelle città. La perturbazione di provenienza artica ha colpito duramente anche la pianura, dove da ieri pioggia e vento la fanno da padrone. Il maltempo della scorsa notte ha causato anche la caduta di alberi, in particolare nel padovano, senza problemi però per la circolazione.

Maltempo e forte vento anche al sud. Tra Calabria e Sicilia, dopo un lungo periodo mite e secco, le forti piogge e raffiche di vento hanno causato un abbassamento repentino delle temperature:  appena 15 gradi in pieno giorno, come se fossimo ancora in inverno.

Intanto arriva l'allarme della Coldiretti sugli effetti nelle campagne dell’ondata artica di maltempo e neve con l’arrivo del vortice polare che colpisce l’Italia dopo un inverno caldo e siccitoso che ha fatto registrare temperature di 0,40 gradi superiori alla media storica e 1/3 di pioggia in meno sulla Penisola.

"Se la neve in montagna è positiva per ripristinare le scorte idriche, la caduta della grandine a macchia di leopardo è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perchè si abbatte sulle verdure e sui frutteti - sottolinea la Coldiretti - spogliando le piante e compromettendo irreversibilmente i raccolti, facendo perdere un intero anno di lavoro".

"La dimensione dei chicchi di grandine peraltro - continua la Coldiretti - risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni nei casi di eventi estremi come quello che attraversa l’Italia. Nelle zone interessate dal maltempo, dove sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta, sono state stese le reti antigrandine che tuttavia - precisa la Coldiretti - non ancora sufficientemente diffuse e non impediranno il verificarsi di danni alle colture".

"Le anomalie climatiche, con il ripetersi di eventi estremi, - conclude la Coldiretti - sono costate all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne".

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