Sabato, 17 Agosto 2019
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LE INDAGINI

Irlanda, arrestati due giovani dopo l'uccisione della giornalista Lyra McKee

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Lyra McKee

Due giovani sono stati arrestati dopo l'uccisione della giornalista Lyra McKee giovedì durante i disordini a Londonderry, in Irlanda del Nord. Lo ha riferito la polizia nordirlandese. I due, di 18 ei 19 anni, sono stati arrestati a Derry in base alle leggi anti-terrorismo e portati a Belfast per essere interrogati, ha riferito la polizia dell'Irlanda del Nord (Psni).

La 29enne Lyra McKee è stata colpita da spari mentre seguiva i disordini legati a un'operazione delle forze di polizia nel quartiere di Creggan. La città di Londonderry, alla frontiera irlandese e anche chiamata Derry, è tristemente nota per il Bloody Sunday del 30 gennaio 1972, quando l'esercito britannico aprì il fuoco uccidendo 14 manifestanti pacifici, al picco dei Troubles che in trent'anni causarono la morte di 3.500 persone.

A gennaio nella città era stata fatta esplodere un'automobile, episodio che aveva fatto temere una nuova ondata di violenza da parte dei gruppi paramilitari. I sospetti già in quell'occasione erano caduti sul gruppo New Ira.

McKee ha scritto per The Atlantic e Buzzfeed News e nel 2016 è stata indicata da Forbes come una dei più promettenti reporter under 30, secondo l'agenzia letteraria Janklow & Nesbit. La giornalista poco prima di morire aveva pubblicato online foto dei disordini, scrivendo: "Derry stanotte. Follia totale".

In altre foto sui social si vedono mezzi incendiati e persone che lanciano bombe molotov contro la polizia. L'uomo che ha sparato è, secondo la polizia, responsabile di un omicidio che viene trattato come "fatto di terrorismo", per cui è stata lanciata un'indagine.

"Ero in piedi di fianco a questa giovane donna, quando è caduta vicino a una Land Rover", ha raccontato la giornalista Leona O'Neill del Belfast Telegraph, raccontando che la 29enne ferita è stata portata in ospedale dalla polizia, ma è morta. McKee sarebbe infatti stata colpita da spari esplosi in direzione dei veicoli della polizia.

Il mondo politico ha condannato, rievocando l'ombra dei Troubles. Il premier irlandese, Leo Varadkar, ha avvertito: "Non possiamo consentire a chi vuole diffondere violenza, odio e paura di trascinarci nel passato". L'omologa britannica, Theresa May, ha definito l'omicidio "scioccate e del tutto insensato".

Ha commentato anche l'Unione europea, coinvolta nel difficile processo della Brexit e nella controversia sulla questione della frontiera nordirlandese: un portavoce della Commissione europea ha parlato di "terribile incidente" dicendosi "fiducioso che le autorità del Regno Unito accerteranno" le responsabilità. Anche Arlene Foster, leader del Partito unionista democratico nordirlandese (Dup), ha condannato l'uccisione: "Nessuno vuole tornare indietro". E la leader del partito repubblicano Sinn Fein, Michelle O'Neill, ha parlato di "attacco alla pace e all'accordo del Venerdì santo" del 1998, chiedendo "calma".

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