Sabato, 21 Settembre 2019
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IL SOCCORSO

Migranti salvati al largo della Libia dalla Marina, ok allo sbarco a Genova

libia, migranti, Sicilia, Mondo
Foto d'archivio

Un barcone con un centinaio di migranti a bordo è stato lasciato alla deriva per 24 ore e una bambina sarebbe morta in attesa dei soccorsi, che una nave della Marina militare avrebbe prestato in ritardo: è la denuncia delle Ong, che la stessa forza armata smentisce seccamente, supportata dai ministri Trenta e Salvini.

«È falso, non risulta alcuna persona deceduta a bordo», dicono dalla Marina, la cui nave Cigala Fulgosi ha tratto in salvo i migranti. I quali, su indicazione del responsabile del Viminale, verranno portati non in Sicilia, come sempre avvenuto, ma a Genova, a bordo della nave militare. I fatti risalgono a ieri mattina, quando Moonbird, l’aereo dei piloti volontari in supporto alle Ong, avvista il gommone.

Secondo Sea Watch, che chiede subito di intervenire, l'imbarcazione in difficoltà era «in acque internazionali a poche decine di miglia» dal pattugliatore della Marina Militare italiana Cigala Fulgosi. L’imbarcazione è stata monitorata per tutto il giorno, dicono ancora le Ong, ma nessuno è intervenuto. A rilanciare l’allarme, stamani, Alarm Phone, che era in contatto telefonico con i migranti: «Le persone sono in grave pericolo e sono ancora abbandonate in mare. Non c'è alcun soccorso in vista anche se da bordo vedono un elicottero».

A sollecitare «un intervento urgente» è anche l’ong Mediterranea Saving Human, sottolineando che «in zona» c'è la nave «P490 Cigala Fulgosi». «La situazione sta degenerando», insiste Alarm Phone: non ci sarebbe più benzina e il gommone avrebbe anche cominciato a sgonfiarsi e ad imbarcare acqua. Poi, in un tweet, la notizia secondo cui una bambina di 5 anni sarebbe morta a bordo del gommone alla deriva.

Verso le 9.30, la nave della Marina - considerate le precarie condizioni di galleggiamento del gommone, a motore ormai spento, e quelle meteo in peggioramento - interviene per salvare i migranti «in imminente pericolo di vita». L’intervento si svolge in acque internazionali, a 90 miglia a sud di Lampedusa. Un centinaio le persone soccorse, di cui solo una decina dotate di salvagente: 17 le donne e 23 i minori, «per i quali - sottolinea la Marina - si stanno verificando le condizioni di salute. Non risulta alcuna persona deceduta a bordo».

E mentre Alarm Phone precisa di non aver mai confermato la notizia della bambina morta, che gli era stata comunicata dagli stessi migranti, a difesa della Marina interviene per primo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «sono infondate e diffamatorie - dichiara - le accuse contro i nostri marinai» che «come sempre e rispettando legge e morale, hanno soccorso chiunque fosse a rischio. È incredibile - aggiunge - che alcuni organi di stampa diano credito a provocazioni e illazioni delle solite Ong cui finalmente abbiamo tagliato il business».

«Non permetto a nessuno di dire che la nostra Marina Militare abbia ignorato il soccorso di persone in pericolo di vita», gli fa eco il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Salvini, ribadendo «l'indisponibilità dei porti italiani ad
accogliere i clandestini», indica per la nave militare un porto di sbarco situato dall’altra parte d’Italia rispetto a quelli
consueti: non in Sicilia, ma a Genova.

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