Martedì, 16 Luglio 2019
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IL CASO

Dilaga il divieto di aborto in Usa, la Lousiana vota la legge

L’offensiva contro il diritto di aborto nell’America di Donald Trump non arretra e rischia di  avvelenare il clima della campagna elettorale per le presidenziali del 2020 riaprendo vecchie ferite. Ora anche la Louisiana ha votato una legge che vieta l’interruzione della gravidanza al primo battito cardiaco del feto.

In pratica prima ancora, nella maggioranza dei casi, che la donna si accorga di essere incinta. Ma la norma più scioccante, sul modello del testo adottato di recente in Alabama, è quella che mette fuorilegge l’aborto anche in caso di stupro o di incesto. Unica eccezione la presenza di seri rischi per la vita della donna.

Così oramai sono una decina gli stati Usa, soprattutto al sud, che negli ultimi mesi hanno varato una stretta senza precedenti, almeno da quando l’aborto è diventato legale a livello federale grazie alla storica sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade del 1973. Ed è proprio questa iconica sentenza, considerata non solo in America una pietra miliare nel percorso di emancipazione delle donne che in molti intendono sfidare.

Perché la speranza è che la scottante questione della costituzionalità o meno dell’aborto torni proprio davanti all’Alta Corte, ora a maggioranza conservatrice dopo le nomine di Trump.
A rendere particolare la vicenda della Louisiana - a differenza di Alabama, Georgia, Kentucky, Mississippi, Ohio e Missouri - è che in questo stato pronto a firmare la legge è un governatore democratico, John Bel Edwards, da sempre sostenitore del movimento per la vita e che su queste posizioni ha costruito tutta la sua campagna elettorale. Scostandosi così dalla linea ufficiale del suo partito Edwards ha quindi acconsentito a un provvedimento che di fatto equipara l’aborto ad un reato: i medici che violeranno le nuove disposizioni rischieranno infatti fino a due anni di carcere.

Intanto in Missouri è grande attesa per un’altra decisione della magistratura, quella sulle sorti dell’unica clinica per l'aborto rimasta nello stato, la cui licenza scade in queste ore. Se non dovesse essere rinnovata il Missouri diventerebbe il primo stato Usa in oltre 45 anni a non fornire prestazioni per l'interruzione della gravidanza.

Il paradosso degli stati del sud che si definiscono pro vita e che stanno prendendo posizioni estreme sull'aborto sono quelli in cui ancora si ricorre alla pena di morte. Mentre il New Hampshire è diventato il 21mo stato Usa ad abolirla, con il Senato che ha respinto il veto del governatore repubblicano Chris Sununu. Nel New Hampshire comunque l’ultima esecuzione
risale al 1939 e attualmente nel braccio della morte si trova un solo detenuto.

E se sono ancora 30 gli stati che ancora prevedono la pena capitale, è vero che nella lista ci sono stati come la California e la Pennsylvania dove è in vigore una moratoria delle esecuzioni, la North Carolina dove le esecuzioni sono da anni bloccate da una sentenza e il Wyoming dove non ci sono detenuti nel braccio della morte. Sono in tutto circa 2.600 in tutti gli Usa le persone in attesa del boia.

Gli stati che continuano regolarmente a giustiziare i detenuti nel braccio della morte sono Texas, Florida, Alabama e Georgia. La difficoltà sempre maggiore di ottenere i veleni per l’iniezione letale ha portato qui alla presentazione di alcune proposte di legge shock come il ripristino della sedia elettrica o addirittura del plotone di esecuzione.

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