Mercoledì, 16 Ottobre 2019
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73 SUPERSTITI

Barcone si rovescia al largo della Libia, almeno due migranti morti nel naufragio

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Foto archivio

Nuova tragedia del Mediterraneo al largo della Libia, dove un barcone con oltre 95 migranti si è capovolto. Almeno due sono morti e i loro corpi sono stati recuperati dall’acqua. Settantatre, tra cui donne e nove bambini, sono stati soccorsi e riportati a terra dalla guardia costiera libica. Venti persone restano ancora disperse e la conta delle vittime potrebbe dunque allungarsi ulteriormente, mentre continuano le ricerche di possibili altri sopravvissuti.

Il naufragio, avvenuto al largo della città di Gasr Garabulli, arriva a neppure un mese di distanza da quello del 10 maggio, in cui persero la vita 70 migranti. Sempre uguale la dinamica: l’imbarcazione sulla quale erano ammassati si era rovesciata, affondando a 40 miglia dalla città tunisina di Sfax.

Nuovi nomi che vanno ad aggiungersi all’elenco delle vittime del mare: dall’inizio dell’anno, secondo gli ultimi dati dell’Oim, l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, sono stati 519 i morti annegati. Un numero più basso rispetto ai 662 dell’anno scorso e dei quali oltre la metà hanno perso la vita tra le coste dell’Italia e di Malta. Solo 1.561 persone sono riuscite ad approdare sulle coste siciliane.

Gli arrivi di migranti in Europa via mare sono diminuiti di un terzo: 21.300 dall’inizio del 2019, a fronte dei 32.070 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La maggior parte, l’85%, arriva sulle coste greche e spagnole, il resto in Italia, Malta e Cipro. Con la buona stagione, non è escluso tuttavia che altri barconi possano partire dalla Libia: nel Paese è salito a 90.500 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri a Tripoli e dintorni, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari.

Intanto resta sospesa la sorte dei 75 migranti salvati venerdì mattina e da allora alla fonda sul rimorchiatore
Maridive 601 al largo della città tunisina di Zarzis, in attesa dell’autorizzazione ad entrare in porto e a sbarcare le persone recuperate. A bordo, secondo l’ong Forum tunisino per i diritti economici e sociali, la situazione sanitaria è critica per almeno tre persone e a breve scarseggeranno acqua e viveri.

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