Mercoledì, 17 Luglio 2019
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LE ELEZIONI

La Grecia svolta a destra, i conservatori di Nea Dimokratia staccano Syriza

Il secondo ed ultimo exit poll trasmesso dalle tv greche assegna ai conservatori di Nea Dimokratia tra il 38,5 e il 41,5% dei voti, e a Syriza tra il 27 e il 30. A Kinal (socialisti) 6,5-8%; Kke (comunisti), 5-6%; Diem25, 3-4%; Alba Dorata, 2,8-3,8%; Elliniki Lysi (ultra nazionalisti), 2,8-3,5%.

Se gli exit poll saranno confermati dallo scrutinio, la Grecia di avvia verso una maggioranza assoluta alla destra con il partito conservatore Nea Dimokratia che potrebbe formare un governo monocolore. In base ai primi rilevamenti il partito di Mitsotakis otterrebbe infatti tra i 155 ed i 167 seggi sui 300 totali in parlamento.

Gli 'antagonisti' di Exarchia, il quartiere 'anarchico' di Atene si presentano subito al prossimo governo: poco prima della chiusura dei seggi hanno fatto irruzione in un seggio e hanno rubato due urne con un certo numero di schede elettorali. Scontri sono scoppiati con la polizia, contro la quale un gruppo di giovani col volto coperto ha lanciato bottiglie molotov. Al momento non si segnalano feriti o arresti.

Sono stati circa 10 milioni i greci chiamati alle urne per le elezioni politiche anticipate. I seggi hanno aperto alle 7 locali (le 6 in Italia) e hanno chiuso alle 19 (le 18 in Italia). Attese per le 21 le prime proiezioni basate su dati reali che dovrebbero dare un'indicazione pressoché certa del risultato.

Il sistema elettorale greco è un 'proporzionale rafforzato': il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi, per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati.

Una parte di seggi vengono assegnati sulla base dei voti presi nelle varie regioni (il Paese è diviso in 56 circoscrizioni, che corrispondono grossomodo alle regioni, con le aree più popolose, come Atene e l'Attica, che sono a loro volta divise in sotto-circoscrizioni). Con il 40,5% dei voti si ha la certezza di avere la maggioranza assoluta.

Ma è una soglia molto difficile da raggiungere: per cui, il raggiungimento dell'autonomia parlamentare è condizionato, per i partiti maggiori, dalla presenza o meno nel 'Voulì' (il nome del parlamento in greco) delle formazioni politiche minori, che devono superare la soglia di sbarramento del 3%. Meno ce ne sono, più bassa è la percentuale necessaria ad avere la maggioranza assoluta.

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