Sabato, 24 Agosto 2019
stampa
Dimensione testo
LA MISSIONE

L'India pronta a mettere piede sulla Luna con un suo veicolo

Nel 2008 aveva fatto il primo passo sulla Luna con un’impresa storica, nella quale la sonda Chandrayaan 1 (dal termine «Chandra» che significa «Luna» e «yaan», che sta per «viaggio») raggiunse l’orbita lunare dimostrando che il satellite della Terra non è arido come si riteneva perché la sua acqua è imprigionata nelle rocce; adesso l'India è pronta per un passo ancora più ambizioso, con la quale intende diventare il quarto Paese ad atterrare sulla Luna con un suo veicolo.

Il primo a posarsi sul suolo lunare era stato nel 1959 il Luna 1, dell’allora Unione Sovietica, seguito nel 1962 dall’americano 1962 Ranger 4 e nel 2013 dalla missione cinese Chang'e 3. L’India intende conquistare il suo spazio sulla Luna con la missione Chandrayaan 2, che nella base Satish Dhawan, sulla costa sudorientale del Paese, è pronta al lancio, previsto alle 23,21 italiane con il più potente lanciatore indiano, il vettore satellitare geosincrono Mark III.

Costata 142 milioni di dollari e organizzata dall’agenzia spaziale indiana Isro (Indian Space Research Organisation), Chandrayaan 2 è una missione decisamente ambiziosa; il suo lancio avviene a ridosso delle celebrazioni per i 50 anni dell’Apollo 11 che portò il primo uomo a camminare sulla Luna e nel pieno di una nuova corsa alla Luna che vede sulla scena nuovi protagonisti fra aziende private e Paesi che si affacciano allo spazio. Fra questi ultimi l’India è uno dei più decisi, insieme alla Cina.

La missione comprende tre veicoli, racchiusi uno nell’altro come una matrioska. Il primo è un modulo destinato ad arrivare il 5 agosto nell’orbita lunare; il secondo è il lander chiamato Vikram in onore del padre del programma spaziale indiano, Vikram Sarabhai, e che è destinato ad atterrare in prossimità del Polo Sud lunare, «in un luogo in cui nessuno è mai stato», ha detto il presidente dell’Isro, Kailasavadivoo Siva. L’inizio della manovra è previsto fra il 2 e il 3 settembre e il veicolo dovrebbe toccare il suolo lunare il 6 settembre.

La missione comprende infine il rover Pragyan, dal termine sanscrito che significa «saggezza», che esplorerà la zona intorno al sito dell’allunaggio per 14 giorni terrestri, che corrispondono a circa la metà di un giorno lunare. Complessivamente la durata prevista per la missione è di almeno un anno, con un fitto programma di esperimenti e con strumenti capaci di cattura immagini ad alta risoluzione del suolo lunare in cerca di tracce di ghiaccio d’acqua.

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook