Domenica, 20 Ottobre 2019
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IL PREMIO

Nobel per la Fisica a Peebles, Mayor e Queloz: i rivoluzionari dell'universo

Hanno trasformato l’immagine dell’universo e sollevato il sipario sui migliaia di mondi alieni, portandoli dalla sfera dei sogni e della fantascienza alla realtà: sono state decisamente rivoluzionarie le due scoperte premiate con il Nobel per la Fisica 2019.

Il canadese James Peebles (84 anni) ha proposto un’immagine dell’universo tanto completa quanto inedita, mentre gli svizzeri Michel Mayor (77 anni) e Didier Queloz (53 anni), entrambi dell’Università di Ginevra, hanno scoperto il primo pianeta esterno al nostro Sistema Solare. Scoperte che continuano ad avere un impatto dirompente sia su tanti esperimenti che vedono sovrapporsi cosmologia e fisica delle particelle, dove infinitamente grande e infinitamente piccolo si incontrano, sia sui nuovi telescopi e le missioni spaziali progettati per andare a caccia di mondi alieni.

Un Nobel come questo «è un modo per ricordarci che la ricerca sull'universo non è importante solo dal punto di vista scientifico, ma può avere anche un impatto sul miglioramento dell’economia e dello sviluppo industriale», ha rilevato il ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti. Accanto alle ricadute industriali che promettono di avere le due ricerche da Nobel, ad accendere l’immaginazione è l’impatto che hanno avuto sul modo di pensare l’universo e nell’aprire «nuove prospettive sul nostro posto dell’universo», ha scritto la Fondazione Nobel nel presentarle.

Peebles ha messo a punto la sua teoria dell’universo alcuni decenni fa nell’Università americana di Princeton, offrendo per la prima volta un quadro sorprendente: ha ricostruito l'evoluzione del cosmo inseguendo la traccia del Big Bang, ossia la radiazione cosmologica di fondo e ha dimostrato che la materia visibile, che fino a quel momento per l’uomo era tutto, occupa in realtà appena il 5% del cosmo; il restante 95% è fatto di materia oscura, una materia fatta di particelle finora mai viste, e dall’energia oscura, altrettanto misteriosa.

Scoprire la natura di questi oggetti sconosciuti è la grande scommessa della fisica contemporanea. Mayor e Queloz hanno 'cancellato' i confini del nostro Sistema Solare: nel 1995 hanno scoperto il primo pianeta che ruota intorno a una stella che non è il Sole, chiamata 51 Pegasi. Il pianeta, 51 Pegasi b, era un gigante gassoso simile a Giove e caldissimo per la grande vicinanza alla sua stella.

Grazie alle tecniche di osservazione messe a punto dai due Nobel sono stati scoperto almeno 4.0000 mondi alieni. Sono stati utilizzati sia i telescopi basati a Terra sia quelli spaziali, come Hubble e come i cacciatori di pianeti Kepler e Tess, entrambi della Nasa, o la missione Cheope dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Molti degli esopianeti finora noti sono giganti gassosi come 51 Pegasi b, ma le tecniche per scovarli sempre più raffinate permettono di scoprire sempre più pianeti rocciosi simili alla Terra, così come i mondi che potrebbero avere acqua liquida e, potenzialmente, potrebbero ospitare la vita.

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