Domenica, 08 Dicembre 2019
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SAN JOSÈ

Pesce velenoso lo punge in Costa Rica, 12enne italiano resta paralizzato

Ha 12 anni e deve assolutamente poter tornare in Italia per essere curato. Lui, Pietro (nome di fantasia, ndr), un ragazzino genovese in vacanza con la famiglia, dal 20 ottobre è nell’ospedale civile di San José in Costa Rica perché un trigone, una specie marina simile alla manta, l’ha urtato con lo sperone velenoso della coda colpendolo al collo: Pietro è rimasto paralizzato dal collo in giù.

I genitori gli sono a fianco con il fratellino e hanno già preso i contatti con l’unità dipartimentale di Chirurgia vertebrale dell’ospedale Maggiore di Bologna, nosocomio dove tra l'altro si trova uno dei migliori Centri antiveleno del Paese. Ma l’importante è che Pietro possa tornare presto in Italia, cosa non facile se non avviene con un trasporto aereo dedicato visto che deve forzatamente viaggiare in orizzontale.

Tutto è successo in pochi secondi: Pietro era in mare davanti alla spiaggia di La Mina quando ha urtato o è stato urtato da un trigone di grosse dimensioni. Negli esemplari più grandi, l'aculeo che ha sulla coda può arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza. Alla radice dell’aculeo si trovano due ghiandole velenifere che secernono un veleno composto da serotonina e enzimi altamente tossici che provocano contrazioni e paralisi muscolari.

Non si comprende come Pietro sia stato ferito al collo. Ma il veleno ha immediatamente fatto il suo effetto. La corsa in ospedale a San José è riuscita probabilmente a limitare i danni ma Pietro dev'essere immediatamente portato in
Italia. Così la Farnesina, l’ambasciatore italiano in Costa Rica e la politica ligure si sta dando da fare per ottenere un volo umanitario.

L’Ambasciata d’Italia a San José segue da vicino e fin dal primo momento la vicenda di Pietro. Lo riferiscono fonti diplomatiche assicurando che l’ambasciata, in stretto raccordo con la Farnesina, sta prestando ogni assistenza necessaria per trasferire il bambino in una struttura ospedaliera italiana.

Anche il governatore Toti in serata ha scritto al premier Conte e al ministro degli Esteri di Maio segnalando «l'urgenza e la delicatezza della situazione, affinché venga autorizzato il trasporto del bambino con volo di Stato».

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