Giovedì, 05 Dicembre 2019
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IL BILANCIO

L'Albania interrompe le ricerche: sono 51 le vittime del terremoto

Non si scava più tra le macerie dei palazzi e degli alberghi crollati lo scorso martedì notte in Albania, colpita da un potente terremoto. Il tragico bilancio delle vittime, salito di giorno in giorno, si è fermato a 51 vittime, l’ultima nel pomeriggio, una giovane ragazza di 20 anni. Colpita in testa da in mattone caduto dal tetto del palazzo che stava lasciando di corsa dalla paura, dopo tre giorni in coma, non ce l’ha fatta.

Nella lunga lista di chi ha perso la vita anche 6 bambini. La metà delle vittime, 26 persone, sono state sepolte dal crollo di due palazzine nella sola Thumana, località a circa 20 chilometri a nord di Tirana, mentre altre 24 sono morte in varie zone di Durazzo, dove sono crollati due alberghi sulla spiaggia, due palazzi in città e una villetta di tre piani, nella quale sono morti 8 membri della famiglia Lala, tra cui 4 bambini. Oltre 900 sono stati i feriti, che si sono rivolti agli ospedali di Tirana e Durazzo.

Altri 2200 persone si sono sottoposte alle visite mediche nelle tendopoli allestite nelle zone colpite e presso vari centri sanitari. Almeno 41 persone tra i feriti sono ancora ricoverati, e due di loro, che si trovavano in un condizioni critiche sono stati portati in Italia, per ottenere cure specializzate. Il Paese si trova adesso a fare fronte e a fare i conti con i gravi danni subito. I dati cambiano continuamente, perchè la mappa delle aeree colpite risulta più estesa di quanto si era ipotizzato subito dopo il tremendo sisma.

A Durazzo, in base ad una preliminare valutazione sono 710 le abitazioni danneggiate, 12 completamente distrutte e 176 palazzi danneggiati. Nella provincia di Tirana, alcuni dati aggiornati parlano di circa 1.200 case con problemi strutturali, 265 palazzi con problemi, di cui alcuni sono ormai dichiarati inagibili, mentre almeno 15 completamente distrutte. Gruppi di esperti stanno effettuando le ispezioni, ma il processo sembra richiedere tempo.

Il governo albanese ha chiesto d’urgenza l’assistenza dell’Ue e di singoli paesi con esperti del settore. La neopresidente della commissione Ursula von der Leyen, che si insedia ufficialmente domenica, ha sentito al telefono il premier albanese Edi Rama: «Mi ha parlato della situazione difficile» del Paese, «voglio che sappiano - ha aggiunto - che l’Unione europea è al loro fianco, con la solidarietà e con azioni concrete».

La presidente Ue ha quindi annunciato che mercoledì prossimo invierà in Albania il commissario per la gestione delle crisi. Rama, intanto, ha fatto sapere che l’Italia, la Francia e la Grecia sono già scesi in campo. «Altri stanno arrivando», ha aggiunto spiegando di averne parlato in una riunione con gli ambasciatori accreditati in Albania. «È un problema acuto, perchè riguarda anche la credibilità del processo.

Vogliamo che la gente, quando deciderà di rientrare nelle proprie abitazioni, si senta sicura», ha detto Rama. Il timore fra le migliaia di sfollati che hanno abbandonato le città colpite, è tuttora molto forte, anche perchè tra le oltre mille scosse di assestamento, non ne sono mancate di fortissime, fino ad un magnitudo di 5.0. «Basti pensare - ha raccontato Rama - che quasi la metà dei dipendenti della presidenza del Consiglio, va a dormire lontano dalla capitale, e rientra solo per lavorare».

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