Venerdì, 10 Aprile 2020
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VOLKMARSEN

Germania, auto in corsa contro un corteo di Carnevale: almeno 30 feriti

Avevano aspettato il Carnevale per tutto l’anno, a Volkmarsen, preparando i carri e cucendo a mano i vestiti, per poi sfilare nella giornata cruciale del Rosenmontag. Ma oggi, a rovinare tutto, un 29enne tedesco a bordo di un’auto ha premuto il piede sull'acceleratore contro quelle maschere: a detta di qualche testimone, avrebbe puntato proprio i bambini.

Ben 30 persone sono rimaste ferite, sette in condizioni gravissime, e per loro la prognosi è riservata. Le modalità hanno subito fatto pensare al terrorismo. La polizia l’ha definito un gesto «intenzionale», e si è fatto un gran caos per stabilire se si debba definire anche quello che è accaduto oggi un «attentato» oppure no, a pochi giorni dalla strage di Hanau, commessa da un uomo affetto da gravi disturbi psichici, che era però anche «profondamente razzista», nello stesso Land.

La polizia dice di no, il ministro dell’Interno dell’Assia afferma invece che questa ipotesi non possa essere esclusa. Quel che è certo è che il giovane tedesco, alla guida della Mercedes stationwagon grigia metallizzata che ha investito la folla intorno alle 14.45, fermato dalla polizia subito dopo il fatto non era in grado di rispondere all’interrogatorio. Fortemente alcolizzato, ha scritto lo Spiegel.

L’azione è stata voluta: l’automobilista ha aggirato una transenna con l’auto, si è avvicinato a 30 metri dal gruppo e «poi ha dato gas», secondo la testimonianza raccolta dai media locali. La piccola comunità di un paesino di 6.800 anime, a 30 km da Kassel, è adesso sotto shock. Subito dopo il fatto, soccorritori in lacrime si sono riversati su chi, mascherato, era ancora steso a terra.

Anche dei bambini piccoli sono rimasti feriti. Nel giro di poco, appena si è diffusa la notizia, sono state interrotte tutte le altre sfilate della regione. Carnevale è finito, nel sangue. E questo neanche una settimana dopo il tragico attentato terroristico di Hanau, dove un 43enne, anche in questo caso tedesco, ha ucciso nove persone di origine migratoria sparando con un’arma da fuoco fra due shisha bar di una città a pochi km da Francoforte sul Meno.

Le vittime in quel caso sono state 11 perché rientrato a casa Tobias Rathjen ha ucciso la madre e poi si è tolto la vita. Le sue idee deliranti erano scritte su un manifesto con il quale rivendicava il massacro, affermando che le popolazioni che non possono più essere espulse dalla Germania devono essere «annientate». Sono settimane buie per questo paese, e la politica sembra sbandare fra questi orrendi fatti di violenza.

Oggi Annegret Kramp-Karrenbauer, commentando il disastro raccolto dalla sua Cdu alle urne di Amburgo, ha affermato che ormai in Germania «quel che prima era impensabile si può pensare, e quel che prima era indicibile si può dire». E della strage di Hanau, ha scandito, il partito di ultradestra Afd proprio per questo motivo è «correo». L’attacco di oggi al carnevale non avrebbe alcun movente politico. Ma avviene nello stesso clima di generale incertezza in cui la violenza - anche quella dei gesti folli - purtroppo attecchisce.

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