Domenica, 31 Maggio 2020
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L'EMERGENZA

Atene, Brighton, Budapest e California: lo sguardo prezioso dei messinesi che vivono fuori

di
Carlo Valore, David Carfì, olga nassis, Pierfrancesco Cacciola, Sicilia, Mondo
Olga Nassis

I messinesi che vivono fuori offrono uno sguardo prezioso su questo momento di alta tensione nazionale e internazionale.

Il fisico e matematico David Carfì, che insegna in California, sta effettuando degli elaborati studi statistici sull'evolversi della pandemia: «Al Sud e in Sicilia siamo in una fase super esponenziale, a causa soprattutto e purtroppo dello choc causato dei rientri dal Nord che hanno provocato una discontinuità forte rispetto ai dati precedenti. Tra una quindicina di giorni la crescita si ammorbidirà e fra circa un mese comincerà a decrescere sensibilmente. Il nostro territorio messinese fortunatamente può vantare una densità di popolazione minore rispetto a quella lombarda e un'esposizione ai venti che evita ogni forma di inquinamento, un elemento di diffusione del virus».

Pierfrancesco Cacciola, docente di Ingegneria all'Università di Brighton, uno dei massimi esperti internazionali di sistemi legati alla sismologia, ci racconta: «La gente sta iniziando a impancarsi le provviste, con spese esagerate e scaffali vuoti. I supermercati impongono un numero massimo di prodotti dello stesso tipo acquistabili. Le università inglesi passano alle lezioni in rete e si sta discutendo come effettuare gli esami scritti on line. Ho due studenti siciliani che sono venuti a fare la tesi che devono rientrare, ma i voli sono bloccati. Bisogna considerare i costi e i problemi logistici che i ragazzi devono affrontare per una prolungata permanenza. In compenso organizziamo dei party virtuali: con una decina di colleghi ci siamo dati appuntamenti online per brindare e salutarci».

L'ingegnere Carlo Valore, imprenditore edile a Budapest con esperienze nel campo della ristorazione, segnala come «gradualmente in città cominciano a chiudere un po' tutto. Ci siamo dovuti fermare con le attività lavorative. Si sente il panico, anche perché il sistema sanitario ungherese è carente. Hanno chiuso scuole, università, parchi per bambini e anche i bar».

Olga Nassis, nota componente della comunità greca messinese, si trova ad Atene, dove svolge attività di assistente parlamentare per il gruppo Syriza: «Facciamo analisi e campagne specifiche di sostegno per la popolazione, siamo impegnati in prima linea per assistere le fasce più deboli della popolazione».

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