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L'EMERGENZA

La Germania riapre i negozi, ma le pressioni sulla fase 2 preoccupano Merkel

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Angela Merkel

I primi passi verso la nuova normalità in Germania sono stati segnati oggi dalla riapertura dei negozi, mentre i liceali hanno iniziato le prove di maturità in alcuni Laender, a scuole per il resto ancora chiuse. Ma le proteste e le pressioni da parte di chi vorrebbe accelerare la cosiddetta fase 2 preoccupano Angela Merkel, comparsa di nuovo davanti alla stampa per sollecitare al rispetto delle misure. "Non dobbiamo mai perdere di vista che siamo ancora alle prime battute di questa pandemia, non dobbiamo sentirci al sicuro neppure per un istante», ha avvertito la cancelliera, inviando un messaggio chiaro ai cittadini: «Dobbiamo mantenere disciplina e concentrazione".

La Germania non è l’unico Paese ad aver allentato le restrizioni dovute al coronavirus in questo attesissimo lunedì. Anche l’Austria, che ha a sua volta annunciato di aver messo sotto controllo il virus, ha fatto un altro passo in avanti, aprendo fast food e drive in. E in Norvegia si sono riaperti gli asili, partendo dal presupposto che i bambini piccoli siano meno a rischio di contrarre la malattia: criterio opposto rispetto a quello scelto dai tedeschi, che dal 4 maggio riapriranno le scuole solo per gli alunni più grandi d’età, in grado di rispettare regole e prescrizioni igienico-sanitarie. In controtendenza, il premier ungherese Viktor Orban, dotato dei pieni poteri proprio per l’emergenza, in questi giorni sta facendo sgomberare gli ospedali, il 60% del totale, per far posto ai malati di Covid-19.

Una misura che ha scatenato polemiche e proteste, dal momento che gli esperti del settore rilevano che i numeri dell’epidemia in Ungheria non giustificano la drasticità del provvedimento. Le tv indipendenti mostrano drammi familiari, laddove malati gravi tornano a casa, dove non troveranno competenze e mezzi per le cure. Tornando in Germania oggi sono stati riaperti i negozi fino a 800 metri quadrati e in diversi Laender è stato annunciato l'obbligo (come in Baviera e Turingia) della mascherina nei luoghi pubblici. I presidenti della Baviera e del Nordreno-Vestfalia ritengono che potrebbe ripartire anche la Bundesliga: a porta chiuse, dal 9 maggio. In un clima di forte tensione - il tasso di contagio resta sotto il valore 1, ma i casi di infezione sono 145.743 e i morti 4.642 - Merkel ha usato tutta la sua autorevolezza per redarguire chi vorrebbe correre.

"È chiaro che la pressione è molto forte - ha concesso - una situazione del genere non si è mai verificata prima nella storia della Repubblica federale». E dunque, ha elencato, sono comprensibili le proteste di ristoratori, artisti, genitori e attivisti preoccupati del diritto di manifestazione. Ma non si può rischiare di vanificare tutto quello che è stato fatto finora: «Qui non c'è mai stato il confinamento», è arrivata a minacciare, facendo l’esempio di paesi come Italia, Spagna e Francia, dove la gente è rimasta chiusa in casa, e sarebbe un peccato «rischiare di dover ricorrere a una misura del genere" per una ricaduta nell’emergenza. Un monito chiaro, per porre fine a quelli che con i colleghi cristiano-democratici in una riunione lontana dai riflettori aveva definito «dibattiti orgia sulla riapertura».

La guerra al virus, insomma, non è ancora vinta. Ma Merkel sa bene che anche questa fase di transizione verso la convivenza con il virus è assai delicata. I populisti di destra di Afd la accusano di "portare il Paese alla rovina». La gastronomia preme lamentando di essere sull'orlo dell’abisso. E la tensione per gli effetti economici del coronavirus aumenta sensibilmente: oggi è stata la Bundesbank a parlare di pesante recessione, dalla quale la ripresa non sarà affatto veloce. Stando a un sondaggio del Civey, il 20% dei lavoratori teme di perdere il posto di lavoro entro 12 mesi.

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