Giovedì, 29 Ottobre 2020
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Il laboratorio di Wuhan si difende: "Il Coronavirus non ha avuto origine qui"

L’istituto di virologia di Wuhan, indicato soprattutto dall’amministrazione Trump come possibile origine del Covid-19, ha tre ceppi vivi di Coronavirus ricavati da pipistrello, ma nessuno corrisponde a quello che ha causato la pandemia che sta colpendo il mondo intero.

«Il Covid-19 non è arrivato dal laboratorio», ha assicurato la direttrice Wang Yanyi, respingendo le accuse Usa che ha definito «pura montatura» e negando di aver avuto responsabilità nella diffusione del virus. Wang in un’intervista alla Cgtn, il canale in lingua inglese della tv statale Cctv, registrata il 13 maggio e trasmessa sabato notte, ha affermato che «l'Istituto cinese di virologia di Wuhan possiede tre ceppi vivi di coronavirus legati a pipistrelli, ma nessuno di questi corrisponde a quello del Covid-19».

«Questi sospetti sono una pura montatura e, tra l’altro, ci siamo trovati impreparati di fronte alla situazione. Come tutti, non sapevamo che il virus esistesse. Come sarebbe potuto fuggire dai nostri laboratori?». L’Istituto di virologia di Wuhan è specializzato nello studio di alcuni patogeni fra i più pericolosi al mondo. Per questo, i ricercatori cinesi hanno contribuito allo studio del nuovo virus all’inizio dell’epidemia.

Secondo gli studi fatti e pubblicati a febbraio, la sequenza del genoma del Covid-19 somiglia all’80% a quello della Sars, altro coronavirus causa dell’epidemia del 2002-2003, mettendo in evidenza che il 96% del genoma proviene da pipistrelli. «Adesso abbiamo tre ceppi vivi, ma la loro somiglianza alla Covid-19 raggiunge il 79,8%», ha aggiunto Wang.

Le voci sulla cospirazione che accusano il laboratorio di carenze sulla biosicurezza si sono diffusi online per mesi prima della loro citazione da parte del presidente americano Donald Trump e del segretario di Stato Mike Pompeo. Il laboratorio ha detto di aver ricevuto i campioni di un virus sconosciuto solo il 30 dicembre e di aver determinato la sequenza del genoma il 2 gennaio, trasmettendo le relative informazioni all’Oms l’11 gennaio.

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