Martedì, 07 Febbraio 2023
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Il Coronavirus terrorizza Pechino: epidemia in ascesa, scuole chiuse e voli fermi

Centinaia di migliaia di tamponi, scuole chiuse e almeno 1.255 voli nei due aeroporti, pari al 70% del totale, in gran parte interni. È il bilancio del primo giorno dall’innalzamento del livello di allerta per l’epidemia di Covid-19 a Pechino. Disagi anche nel settore ferroviario: chi ha già acquistato il biglietto del treno per un viaggio da o per Pechino potrà chiedere il rimborso.

Il lockdown «soft» imposto alla città dopo il focolaio sviluppatosi al mercato all’ingrosso Xinfadi, nel distretto di Fengtai, prevede la chiusura delle scuole primarie e secondarie, l’impossibilità di lasciare la città per chi vive in aree considerate a rischio e il ritorno dell’obbligo della mascherina in luoghi pubblici chiusi o in posti affollati. Non sono chiusi gli uffici, ma il lavoro da casa è incoraggiato.

La capitale cinese ha riportato altri 31 nuovi casi accertati di contagio, su 44 a livello nazionale, in lieve aumento dai 27 registrati il giorno precedente, per un totale di 137 dal primo caso segnalato, giovedì scorso. In tutto 356 mila persone collegate al mercato Xinfadi sono state sottoposte al test dell’acido nucleico, e oggi la capitale, assicurano le autorità, è in grado di condurre 400 mila tamponi al giorno.

La città è in una «situazione critica» e servono «sforzi speciali» per il contenimento dell’epidemia, ha dichiarato il portavoce della municipalità, Xu Hejian. La lotta al Covid-19 è «una guerra molto dura e un grande test per Pechino», che appare destinato a durare. «L'epidemia è ancora in ascesa», ha scandito la vice direttrice del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie, Pang Xinghuo, e «potremmo vedere una crescita dei contagi nei prossimi giorni», a causa delle dimensioni del mercato Xinfadi, il più grande in Asia per i generi alimentari, e per le fluttuazioni difficilmente identificabili della popolazione migrante.

Il controllo dell’epidemia è condotto quartiere per quartiere e nuove zone ogni giorno passano da basso a medio rischio di contagio. Da oggi sono 32 le aree considerate a medio rischio, cinque in più di ieri, mentre la sola zona di Huaxiang, nel distretto di Fengtai, dove si trova il mercato Xinfadi, è considerata ad alto rischio. Il contagio si è esteso anche fuori dalla capitale.

Almeno quattro province (Hebei, confinante con Pechino, Liaoning, nel Nord-Est, e le lontane Zhejiang e Sichuan) hanno registrato casi collegati al mercato Xinfadi. Difficoltà crescenti per chi deve uscire dalla città. La regione amministrativa speciale di macao si è aggiunta all’elenco di città che oggi richiedono 14 giorni di quarantena a chi arriva dalla capitale.

Mentre il salmone appare, per ora, scagionato dall’essere il principale responsabile dell’attuale focolaio, il ritorno dell’epidemia ha innescato forti dubbi sul ruolo dei mercati di generi alimentari in Cina: secondo la potente Commissione Centrale per l’Ispezione e la Disciplina del Partito Comunista Cinese sono «sporchi e caotici» all’apparenza e «dimostrano l’immaturità del sistema di circolazione urbana dei prodotti agricoli».

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