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LA PANDEMIA

Coronavirus, il Belgio trema: "È arrivata la seconda ondata"

«È chiaro che è arrivata la seconda ondata di Covid-19. Il numero di infezioni» in Belgio «è in crescita e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve».

«Tuttavia questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messi in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare». Così Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità, Sciensano, secondo quanto riportano gli online dei quotidiani belgi.

«Il Coronavirus in futuro si comporterà come una lieve infezione», stima Van Gucht, che  tuttavia esorta ad avere «pazienza ancora per qualche mese, per un ritorno ad una vita normale». L’esperto sottolinea inoltre la necessità di «stabilizzare il numero dei ricoveri ospedalieri. Altrimenti si potrebbe finire molto rapidamente nella direzione sbagliata».

Intanto, secondo gli ultimi dati diffusi dall’autorità sanitaria belga, Sciensano, il numero medio di infezioni da coronavirus è salito a 517,1 tra il 25 e il 31 luglio, con un aumento del 60% rispetto alla settimana precedente. Il numero di infezioni in Belgio è ora pari a 70.314, contro 69.849 di lunedì, e il numero di nuovi casi di Covid-19 per
100.000 abitanti continua la stessa tendenza al rialzo.

Il numero di ricoveri ospedalieri è di 22 al giorno (lunedì 24,4), con un aumento del 21% rispetto alla settimana
precedente. Mentre i decessi sono 2,4 al giorno. Dall’inizio dell’epidemia, sono 9.850 i morti a causa del Covid-19.

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