Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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WASHINGTON

Biden candidato democratico alla Casa Bianca, moglie orgogliosa delle origini siciliane

È ufficiale: Joe Biden conquista la nomination democratica per la Casa Bianca. Sorridente e visibilmente emozionato l'ex vicepresidente ringrazia tutti. "Grazie, grazie. Ci vediamo giovedì", dice fra qualche palloncino e un po' di coriandoli che gli piovono addosso. Accanto c'è la moglie Jill, la regina della serata. L'ex Second Lady parla alla convention democratica dalla classe di una scuola e non nomina mai Donald Trump, limitandosi a tessere le lodi del marito.

Bill Clinton e Jill Jacobs, la moglie di Joe Biden che sogna di diventare la prima first lady italo-americana, sono le stelle della seconda serata della convention dem: quella del “roll call”, l’appello dei 57 Stati e territori Usa, con i loro rappresentanti che annunciano i voti per la nomination ufficiale del candidato presidente prima dell’accettazione prevista per domani.

Le piace scherzare, adora insegnare e alcuni la descrivono come un mix fra Michelle Obama, Eleanor Roosevelt e Hillary Clinton. L’italo-americana Jill Biden è una donna di carattere e una consigliera preziosa per il candidato democratico alla Casa Bianca. Da politica riluttante a possibile first lady, Jill è accanto all’ex vicepresidente da 43 anni sostenendolo nella sua vita pubblica fatta di successi, sconfitte e perdite dolorose, come quella del figlio Beau.

Di origini siciliane (il nonno si chiamava Gaetano Giacoppa), Jill ha trascorso la maggior parte della sua infanzia in Pennsylvania mantenendo vive grazie al padre Dominic molte tradizioni italiane, come la cena della domenica a casa dei nonni con «spaghetti e braciole. «Mio nonno diceva sempre “finire a tarallucci e vino”» , ha ricordato Jill in un’intervista di qualche mese fa. L’incontro con Joe Biden risale al 1975, un appuntamento alla cieca organizzato dal fratello dell’ex vicepresidente: nonostante Jill fosse ancora al college e Joe già vedovo con due figli, fra i due scattò immediatamente qualcosa.

Quando era Second Lady ha continuato a fare la docente nonostante l’opposizione del Secret Service, portandosi dietro i compiti da correggere. E intende continuare a farlo anche se dovesse diventare First Lady. Jill però è ora in prima linea, è stata direttamente e ampiamente coinvolta nella scelta di Kamala Harris per la vicepresidenza come consigliera ombra e, durante le primarie, si è dimostrata anche una valida guardia del corpo difendendo il marito da alcuni manifestanti che erano riusciti a salire sul palco dove si trovava l’ex vicepresidente.

Clinton, che oggi compie 74 anni, ha sempre parlato da protagonista in tutte le convention democratiche dal 1988 e resta ancora molto popolare ma ora avrà meno di 5 minuti, dalla sua casa a Chappaqua, Ny. Una presenza ridotta che sembra riflettere anche il calo della sua influenza personale e la minor sintonia delle sue passate politiche di centro in un partito che guarda sempre più a sinistra. Qualcuno era addirittura perplesso sul fatto di giocare la carta Bill in epoca #Metoo, con la coda della vicenda Epstein.

Resta intanto l’eco vibrante dell’appassionato attacco di Michelle Obama a Donald Trump, «il presidente sbagliato per questo Paese, non all’altezza della sfida», capace di seminare solo «caos, divisioni e una totale carenza di empatia». «It is what it is», «è quello che è», lo ha seppellito usando le sue stesse, criticatissime parole quando ha parlato dei pesante bilancio di vittime di coronavirus in Usa.

«Torna a sederti e stai a guardare», è stata la velenosa risposta di Trump, che in una raffica di tweet ha attaccato l’amministrazione Obama-Biden («la più corrotta della storia»), dalla gestione dell’influenza suina allo «spionaggio» della sua campagna nel 2016. Anche se proprio ieri un rapporto del Senato sul Russiagate, il primo bipartisan, ha confermato le conclusioni dell’inchiesta del super procuratore Robert Mueller sul fatto che il governo russo varò un’estesa campagna quattro anni fa per sabotare le elezioni e far vincere il tycoon.

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