Mercoledì, 03 Marzo 2021
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INDENNITA'

Coronavirus, la Germania taglia gli stipendi ai deputati

Per la prima volta nella storia i deputati del Bundestag si sono visti tagliare i loro stupendi. Il motivo è la crisi da pandemia, ma non solo: le indennità parlamentari sono infatti ancorate allo sviluppo dei salari in Germania, e questi - stando agli ultimi dati dell’Ufficio federale per la statistica - l’anno scorso sono calati. Pertanto, come confermato oggi da una portavoce del Parlamento tedesco, anche le indennità dei deputati dovranno essere conseguentemente ridotte a partire dal primo luglio. A quanto riferisce la Bild Zeitung, si tratta di una prima volta assoluta nella storia della Repubblica federale.

Ufficialmente è il presidente del Bundestag, Wolfgang Schaeuble, a determinare le cifre, ma ha comunque l’obbligo di orientarsi alle comunicazioni dell’Ufficio di statistica. Stando all’indice, i salari medi sono calati nel 2020 dello 0,6%: ebbene, neanche durante la crisi finanziaria 2008/2009 i tedeschi dovettero registrare riduzioni di stipendi.
Secondo una stima fatta dalla Welt, proiettando la media su quella dei deputati, questi finiranno per guadagnare circa 60,50 euro in meno al mese. Il che è sicuramente tollerabile, trattandosi di indennità di poco superiori ai 10 mila euro mensili.

Il punto è che finora nella storia del Bundestag non era mai accaduto. Anzi, l’anno scorso il Parlamento aveva dichiarato «saltato il turno», decidendo di rinviare la questione, cosa che nel 2021 non è più possibile. A quanto afferma il costituzionalista Hans Herbert von Arnim, l’abbassamento delle indennità «è prescritta dalla legge, e avviene pure in ritardo, se si considerano gli immensi costi supplementari del Bundestag». E’ di nuovo la Bild a fare i conti in tasca ai politici tedeschi: secondo il tabloid, è la cancelliera Angela Merkel a guadagnare di più arrivando a circa 30 mila euro al mese tra retribuzione, indennità e maggiorazioni per i viaggi, a cui si aggiunge un rimborso fisso esentasse di circa 1000 euro.
I ministri, in media, guadagnano invece circa 16.400 euro, più un rimborso di funzione di circa 3680 euro, per un reddito annuale che sfiora i 300 mila euro.

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