Martedì, 15 Giugno 2021
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Afghanistan: esplosione vicino a una scuola, almeno 55 morti. Strage di studentesse

E’ di almeno 55 morti il bilancio delle vittime dell’esplosione davanti a una scuola femminile a Kabul, molte delle quali studentesse dell’istituto. Un drammatico bilancio - i feriti sarebbero oltre 150, alcuni dei quali in condizioni molto gravi - riferito dall’agenzia Reuters da fonti della Sicurezza locale, mentre quello ufficiale del ministero dell’Interno resta fermo a 30 vittime. Non c'è finora stata alcuna rivendicazione e i talebani hanno negato ogni coinvolgimento. L’esplosione è avvenuta nel distretto di Dasht-e-Barchi, a ovest della capitale afghana, mentre i residenti stavano facendo acquisti per l’avvicinarsi della festa musulmana di Eid al-Fitr che segnerà la fine del mese di digiuno del Ramadan la prossima settimana. Si tratta della stessa zona colpita da un attacco dell’Isis contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere nel giugno 2020. «Ho visto corpi insanguinati in una nuvola di fumo e polvere, mentre alcuni dei feriti urlavano», ha raccontato Reza, che è sfuggito all’esplosione. «Ho visto una donna cercare la figlia tra i cadaveri», ha aggiunto. «Ha poi trovato uno zaino che era della figlia ed è crollata».

A causare l’esplosione sarebbe stata un’autobomba fatta detonare proprio mentre le ragazze uscivano dalla scuola, seguita dal lancio di due razzi. Sdegno e cordoglio per l’attentato sono state espresse dalla missione Ue in Afghanistan e dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite nel Paese, mentre gli Usa hanno condannato l'attacco. «Gli Usa condannano il barbaro attacco ad una scuola femminile a Kabul, in Afghanistan» e chiedono di «mettere fine immediatamente alle violenze e di colpire assurdamente civili innocenti», ha detto il portavoce del dipartimento di stato Usa, Ned Price. Il ministero dell’Interno afghano ha annunciato di aver aperto un’inchiesta per terrorismo. In campo a Kabul per assistere i feriti c'è anche Emergency: «Al momento abbiamo già ricevuto 26 feriti, quasi tutte ragazze tra i 12 e i 20 anni, mentre una persona era già morta all’arrivo,» ha raccontato Marco Puntin, Programme coordinator di Emergency in Afghanistan. L’organizzazione ha in città uno dei suoi due centri chirurgici per assistere i feriti di guerra. «Sembrerebbe che le esplosioni siano state provocate da un’autobomba e da due ordigni improvvisati. Siamo pronti a fornire il massimo aiuto a tutte le vittime, ma siamo estremamente preoccupati da questa escalation di violenza che ha colpito Kabul e altre zone del Paese nelle ultime settimane, dopo l’annuncio del ritiro delle truppe Nato.» ha aggiunto Puntin. Dopo un anno dagli accordi fra Stati Uniti e talebani, siglati a Doha lo scorso 29 febbraio, e dopo diversi mesi di negoziati con il governo afgano, non c'è stata nessuna tregua per la popolazione afgana, sottolinea l’ong: secondo la missione delle Nazioni Unite Unama, il numero delle vittime civili nel primo trimestre del 2021 è già tornato ai livelli del 2019, cancellando le speranze suscitate dalla diminuzione delle violenze registrata a inizio 2020.

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