Mercoledì, 16 Giugno 2021
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PANDEMIA

Allarme Onu, da Covid 100 milioni lavoratori in povertà

Almeno due anni per recuperare posti, donne più penalizzate
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Il palazzo dell'Onu a New York

La pandemia ha ridotto in povertà 100 milioni di lavoratori spazzando via «cinque anni di progressi». E ci vorranno anni, almeno fino al 2023, per recuperare i posti di lavoro persi con il Covid. A lanciare l’allarme è l’Onu in un rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, in cui denuncia la situazione particolarmente difficile delle donne. Travolte dalla crisi innescata dal virus hanno infatti visto scendere la loro occupazione del 5% rispetto al 3,9% di quella maschile. Delicata anche la situazione dei giovani, con l’occupazione giovanile scese dell’8,7%. L’effetto Covid si è abbattuto con forza sul mercato del lavoro, alle prese ora con una ripresa incerta: quest’anno saranno creati circa 100 milioni di posti di lavoro nel mondo grazie alle riaperture dopo il lockdown. Ma questo non basterà a riguadagnare il terreno perso: all’appello mancano ancora 75 milioni di posti nel 2021 rispetto ai livelli pre-pandemia, afferma l’Organizzazione internazionale del lavoro secondo la quale nel 2022 mancheranno ancora 23 milioni di posti. La velocità di creazione di lavoro, quindi, è improbabile che riesca a recuperare i posti persi fino al 2023. «La ripresa è incerta e fragile», spiega il direttore generale dell’organizzazione, Guy Ryder, invitando a portare avanti uno «sforzo mirato per accelerare la creazione di posti di lavoro dignitosi e la ripresa dei settori economici più duramente colpiti, gli effetti persistenti della pandemia potrebbero durare per anni sotto forma di una perdita di potenziale umano ed economico e di un aumento della povertà e delle disuguaglianze». Da qui la richiesta di una strategia coordinata e globale con politiche incentrate sulla persona e azioni forti. Nonostante le misure eccezionali decise dai governi infatti tutti i paesi hanno sofferto un deterioramento dell’occupazione che ha aggravato le disuguaglianze esistenti e rischia di infliggere un impatto di lungo termine sui lavoratori e sulle imprese. Nel 2022 i disoccupati al mondo saranno 205 milioni, ben oltre i 187 milioni pre-pandemia e pari a un tasso di disoccupazione del 5,7%, il livello più alto al 2013 escludendo l’anno della pandemia. (ANSA).

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