Venerdì, 27 Gennaio 2023
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INVASIONE RUSSA

Civili giustiziati per strada e fosse comuni a Bucha: il mondo condanna i crimini in Ucraina

Il 4 marzo scorso, intorno alle sette del mattino, a Bucha, 30 chilometri a nord-ovest di Kiev, era già arrivata quella che Kiev ormai definisce 'un’apocalissè. Giungeva sotto le spoglie di soldati russi che passavano in rassegna un intero quartiere: casa dopo casa costringevano i residenti a uscire dalle loro abitazioni, sotto la minaccia delle granate. Correva la paura, amplificata dal rumore di vetri rotti di porte e finestre, gesti che sembravano voluti come preannuncio della violenza. E infatti non molto più tardi circa 40 persone lasciate per ore al gelo in piedi, dopo essere state radunate in un piazzale, erano di fronte a un giovane uomo fatto inginocchiare sul ciglio della strada, il volto coperto con la sua stessa maglietta, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Un’esecuzione. Altri quattro allineati come ad attendere un destino simile ed inevitabile. Cinque giorni dopo, il corpo senza vita del giovane giaceva ancora nello stesso posto. La testimonianza è di un’insegnante che ha raccontato l’episodio nei macabri dettagli a Human Rights Watch. La Ong ha raccolto diverse resoconti simili fra loro. «I casi che abbiamo documentato mostrano indicibili deliberate crudeltà e violenze contro civili ucraini», ha sottolineato Hugh Williamson, direttore di Hrw per Europa e Asia centrale, "stupro, omicidio e altre violenze perpetrate su persone in mano alle forze russe devono essere oggetto di indagini per crimini di guerra», ha aggiunto.

Bucha ormai alla mercé di pesanti bombardamenti

Sono 10 le persone intervistate da Human Rights Watch, tra cui testimoni, vittime e residenti in zone occupare dalle forze russe. Le conversazioni sono avvenute sia di persona che per telefono e molti hanno chiesto di essere identificati soltanto con il primo nome o con uno pseudonimo. Dmytro, di 40 anni, ha raccontato la fuga sua e della sua famiglia da Bucha, ormai alla mercé di pesanti bombardamenti. Si sono messi in marcia il 7 marzo a piedi, non essendo al corrente di corridoi umanitari. Avvolti in lenzuola bianche e agitando fazzoletti bianchi, sono arrivati nel vicino villaggio di Vorzel dove per due notti si sono rifugiati nel seminterrato di un edificio di due piani. E’ lì che hanno toccato con mano la violenza folle, e il terrore che questa scatena. In quel seminterrato c'era anche una donna ferita alle gambe e al torace: era stata ferita il giorno prima quando militari russi avevano fatto irruzione nel rifugio e avevano lanciato una granata lacrimogena.

Bersaglio facile dei soldati russi che aspettavano all’esterno.

Una trappola mortale: in tanti, in preda al panico, sono usciti di corsa dal seminterrato e sono diventati bersaglio facile dei soldati russi che aspettavano all’esterno. Ed è allora che la donna è stata ferita, mentre stando a chi era presente e si è salvato, un ragazzo di 14 anni è stato colpito alla testa ed è morto. Dmytro ha concluso il suo racconto rivelando che la stessa donna è deceduta l’8 marzo. Lui stesso, insieme con altri residenti locali, l’hanno sepolta non lontano dal rifugio. «La Russia ha un obbligo davanti alla legge internazionale di indagare in maniera imparziale su presunti crimini commessi dai suoi soldati», ha sottolineato, «i comandanti devono riconoscere che una mancata azione contro uccisioni o stupri li possono rendere personalmente responsabili di crimini di guerra».

Il mondo condanna i crimini russi in Ucraina

"Orrore e sgomento" per le immagini dei civili giustiziati per le strade e delle fosse comuni, che arrivano da Bucha dopo il ritiro delle truppe di invasione di Putin. Dalla Nato ai leader mondiali, sui media e sui social, scorre un coro di voci attonite, che condannano scene che non si vedevano in Europa da decenni.

NATO: A BUCHA "ATTI ORRIBILI E INACCETTABILI"

Le uccisione di civili a Bucha rappresentano «atti orribili e assolutamente inaccettabili». Lo ha affermato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. «Si tratta di una brutalità contro civili che non vedeva in Europa da decenni» ha detto Stoltenberg alla Cnn riferendosi ai corpi ritrovati in una fossa comune.

 MICHEL DENUNCIA LE «ATROCITA'» E CHIEDE PIU' SANZIONI A MOSCA

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha accusato l’armata russa di avere commesso «atrocità» nella regione di Kiev, invocando maggiori sanzioni nei confronti di Mosca. «Scioccato dalle immagini ossessionanti delle atrocità commesse dall’armata russa nella regione liberata di Kiev», ha twittato. «L'Ue aiuta l’Ucraina e le Ong a raccogliere le prove necessarie per i procedimenti dinanzi alle corti internazionali».

 GENTILONI: VERGOGNA E DISONORE PER RESPONSABILI BUCHA

"Da Bucha notizie e immagini di terribili crimini di guerra. Strazio per le vittime. Vergogna e disonore per i responsabili». Lo scrive su Twitter witter il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni.

ZELENSKY ACCUSE FORZE RUSSE: «GENOCIDIO IN UCRAINA"

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accusato la Russia di essere responsabile di un «genocidio» in Ucraina per eliminare «l'intera nazione», dopo il ritrovamento di fosse comuni a Bucha. «Sì, questo è un genocidio. L’eliminazione dell’intera nazione e del popolo ucraino. In Ucraina abbiamo cittadini di più di 100 nazionalità. Si tratta della distruzione e dello sterminio di tutte queste nazionalità», ha detto in un’intervista all’americano canale Cbs.

 MACRON: AUTORITA' RUSSE RISPONDERANNO DEI CRIMINI

"Le immagini che ci giungono da Bucha, una città liberata vicino a Kiev, sono insopportabili. Per le strade, centinaia di civili assassinati vigliaccamente». Lo ha scritto su Twitter il presidente francese Emmanuel Macron. «La mia compassione per le vittime, la mia solidarietà agli ucraini. Le autorità russe dovranno rispondere di questi crimini», ha affermato.

LE DRIAN, RESPONSABILI SIANO CONDANNATI E PROCESSATI

La Francia condanna «con la più grande fermezza» i crimini commessi dall’armata russa contro i civili a Bucha e afferma che i suoi responsabili dovranno essere «giudicati e condannati». E’ quanto si legge in una nota del ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian. «Lavoriamo in raccordo con i nostri partner, le autorità ucraine e le giurisdizioni internazionali competenti affinchè questi crimini non restino impuniti» si legge nella nota.

SCHOLZ: CHIAREZZA SU CRIMINI RUSSI A BUCHA

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha chiesto chiarimenti sui «crimini dell’esercito russo», dopo le «spaventose» immagini del massacro di civili a Bucha. Lo riferiscono i media tedeschi.

BLINKEN: CORPI A BUCHA "UN PUGNO NELLO STOMACO"

Le violenze imputate alle forze russe a Bucha, nella regione di Kiev, «sono un pugno nello stomaco». Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Antony Blinken su Cnn. «E' la realtà di ogni giorno - ha detto Blinken, fino a quando proseguirà la brutalità della Russia contro l’Ucraina». Gli Stati Uniti, ha aggiunto, continueranno a «documentare» eventuali «crimini di guerra di cui i responsabili dovranno rendere conto».

 KULEBA, ODIO MAI VISTO DA SECONDA GUERRA MONDIALE

Il massacro di Bucha «dimostra che l’odio dei russi contro gli ucraini va oltre qualsiasi cosa l’Europa abbia visto dalla seconda guerra mondiale». Lo ha affermato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba su Twitter. «La sola maniera di fermarlo è questa: aiutare l’Ucraina a liberarsi della Russia il prima possibile. I partner conoscono i nostri bisogni, carri armati, aerei da combattimento, sistema aereo di difesa», ha aggiunto Kuleba.

BAERBOCK, DA BUCHA IMMAGINI INSOPPORTABILI

"Le immagini di Bucha sono insopportabili. La violenza sfrenata di Putin sta spazzando via famiglie innocenti e non conosce limiti», «i responsabili di questi crimini di guerra dovranno rispondere». Lo ha scritto su Twitter la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock.

DI MAIO, ACCERTARE CRIMINI GUERRA; ATROCITA' DA PUNIRE

"Da Bucha immagini agghiaccianti. Corpi di civili ucraini a terra, uccisi, con le mani legate. Crudeltà, morte, orrore. Accertare il prima possibile l’esistenza di crimini di guerra. Queste atrocità non possono restare impunite. Con il popolo ucraino, la guerra russa va fermata». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

 

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