Sabato, 28 Gennaio 2023
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CORONAVIRUS

Covid, nel mondo mezzo miliardo di contagi e 6,2 milioni di morti

Si guarda a nuova dose. Dopo Pasqua verifica mascherine al chiuso

Mezzo miliardo di contagi da Covid-19 nel mondo da inizio pandemia e 6,2 milioni di morti mentre in Italia si assiste a una discesa lenta dei casi. Intanto all’attenzione della comunità scientifica la verifica su un nuovo possibile richiamo vaccinale in autunno e la platea cui indirizzarlo. E proprio la grande incognita autunnale, pone sul tavolo, subito dopo Pasqua, una verifica anche sull'ipotesi di prorogare l’uso delle mascherine al chiuso, ora obbligatorie fino al 30 aprile.

«Sono un presidio fondamentale - ha detto nei giorni scorsi il ministro della Salute, Speranza - dopo Pasqua faremo una valutazione e decideremo sul loro utilizzo». Dello stesso avviso il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, che raccomanda il loro uso in contesti come trasporto pubblico, cinema e teatro. Un dibattito che si preannuncia vivace dal momento che tra gli esperti resta qualche perplessità: «è doveroso - ritiene il direttore Malattie Infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti - toglierne l'obbligo al chiuso dal primo maggio». Sul fronte della curva epidemica, in Italia si assiste a una "lenta discesa» del numero di casi con -6,5% negli ultimi 7 giorni anche se - rileva la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio settimanale - in 30 Province l’incidenza è in aumento e in 94 supera i 500 casi per 100mila abitanti, di cui 7 con oltre mille casi su 100mila abitanti.

Una tendenza che, però, non si traduce in pressione sugli ospedali dove ricoveri ordinari (-0,4%) e terapie intensive (-1,7%) sono stabili. I decessi tornano sotto quota mille (929) negli ultimi sette giorni (-11,4%). Stabilità rilevata anche nei dati dell’Agenas e nei dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute che oggi rileva 64.951 nuovi contagi (ieri 62.037) e 149 vittime (ieri 155), con un tasso stabile al 14,8% con 438.375 tamponi e -29 pazienti in terapia intensiva. Nonostante però gli indicatori «certifichino una fase di plateau - dice il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta - la circolazione del Sars-CoV-2 rimane ancora molto elevata». Da qui l'invito alla cautela per questo periodo di festività anche in virtù di situazioni regionali e locali molto eterogenee (incremento in 6 Regioni, dal +2,9% dell’Emilia-Romagna al +27,4% della Valle D’Aosta e riduzione in 15, dal -0,8% della Lombardia al -20,1% della Basilicata).

Sul fronte della vaccinazione, da un lato continua a scendere la quota dei nuovi vaccinati (-12,1%) dall’altro è partita la fase della quarta dose per over 80 e fragili over 60 con le prime somministrazioni in Lombardia e le prenotazioni nel Lazio e in Trentino. E che il Covid-19 sia ancora un’emergenza lo certifica l’Oms, che ha pubblicato 11 raccomandazioni aggiornate tra cui quella di vaccinare il 70% della popolazione entro luglio. Ma l’Oms propone anche di revocare i divieti di circolazione internazionale perchè inefficaci contro la variante Omicron. Variante che in Italia, secondo la Flash survey condotta il 4 aprile dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute è al 100%,con la sottovariante BA.2 dominante. Intanto l’Inghilterra approva il sesto vaccino, Valneva, e l'Agenzia Europea dei medicinali (Ema) nel suo ultimo rapporto parla di «effetti gravi molto rari» dopo 868 milioni di dosi di vaccini somministrate nell’Ue fino all’inizio di aprile. La primavera porta con sè un deciso allentamento delle misure: fino al 30 aprile, infatti, basterà il green pass base per ristoranti al chiuso, spettacoli all’aperto, stadi, treni, aerei, bus interregionali o turistici, mentre sarà libero l'accesso a negozi, banche, uffici postali e uffici pubblici.

Ma è all’autunno che si guarda. «Sarà «un momento delicato e difficile per cui sarà necessaria una nuova dose vaccinale per tutti - ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute - si spera di avere vaccini onnicomprensivi». Anche qui il dibattito è aperto: E’ materia che merita ancora studio e approfondimento, hanno sottolineato il direttore generale dell’Aifa Magrini ed il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Locatelli.

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