Mercoledì, 18 Maggio 2022
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IL CASO

Ha un aborto spontaneo, condannata a 30 anni a El Salvador

Aveva avuto un aborto spontaneo nel 2019, lunedì è stata condannata a 30 anni di carcere. È successo in El Salvador, uno dei Paesi con la legislazione più restrittiva al mondo su questo aspetto che prevede pene anche in caso in cui l’interruzione di gravidanza avvenga per cause naturali.

Aveva avuto un aborto spontaneo nel 2019, lunedì è stata condannata a 30 anni di carcere. È successo in El Salvador, uno dei Paesi con la legislazione più restrittiva al mondo su questo aspetto che prevede pene anche in caso in cui l’interruzione di gravidanza avvenga per cause naturali. Esme, così è stata identificata la donna, aveva avuto un aborto spontaneo nel mezzo di un’emergenza ostetrica. Dopo l'accaduto, era stata tenuta in custodia cautelare per due anni. Rilasciata a ottobre 2021, lunedì è arrivata la sentenza. «La sentenza (...) è un duro colpo sulla strada per superare la criminalizzazione delle emergenze ostetriche che, come ha già sottolineato la Corte interamericana dei diritti umani, devono essere trattate come problemi di salute pubblica», ha affermato Morena Herrera, presidente dell’organizzazione Citizen Group for the Depenalization of Abortion.

 

I media salvadoregni ricordano che è la prima volta da sette anni che una donna alle prese con un aborto spontaneo o dovuto ad una emergenza ostetrica è condannata da un tribunale di El Salvador. Sottolinea poi il fatto che si tratta della prima condanna emessa nel governo del presidente Nayib Bukele, che aveva promesso di «porre fine alla persecuzione sistematica delle donne che affrontano emergenze sanitarie durante le loro gravidanze».

Herrera, la presidente della Agrupación ciudadana por la despenalización del aborto, ha anche aggiunto che «continueremo a lottare affinché tutte le donne ingiustamente criminalizzate per queste circostanze, riguadagnino la loro libertà e abbiano l'opportunità di ricostruirsi un progetto di vita" Da parte sua l’avvocato di Esme, Karla Vaquerano, ha dichiarato che «il giudice ha agito con parzialità, accogliendo la versione della Procura generale, che era carica di imprecisioni e stereotipi di genere, per cui «presenteremo senz'altro un appello». In una sua dichiarazione, Esme ha assicurato che continuerà a combattere «per mia figlia e per la mia famiglia», ringraziando chi ha sostenuto la «mia battaglia contro l’ingiustizia" Le statistiche indicano che ad oggi in El Salvador 64 donne sono state rilasciate dopo essere state mandate in carcere per aver affrontato emergenze sanitarie durante la gravidanza, Questo grazie alla lotta di una ong che anni fa ha lanciato una campagna denominata 'Libertà per le 17' donne che ancora sono in carcere dopo «sentenze inique» passate in giudicato.

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