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Mali, uomini armati sequestrano coppia di Potenza e il figlio: sono tre testimoni di Geova

La coppia italiana con il bambino e il cittadino togolese rapiti in Mali sarebbero missionari dei testimoni di Genova. Lo riferisce un funzionario locale di Koutiala che ha confermato il sequestro ma ha chiesto l'anonimato.
«Uomini armati a bordo di un veicolo hanno sequestrato ieri sera tre cittadini italiani e un togolese a una decina di chilometri da Koutiala», ha spiegato la fonte sottolineando che appartengono tutti, secondo lui, al movimento religioso dei Testimoni di Geova.

Sono originari di Potenza i tre rapiti in Mali. Si tratta - secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano - di Rocco Langone, della moglie Donatella, entrambi sessantenni, e del figlio Giovanni 40enne.

«Facciamo tutto il possibile per ottenerne la liberazione» ha detto alla France Press una fonte di sicurezza maliana che ha preferito rimanere anonima, confermando che il sequestro è avvenuto nella località sudorientale del Paese di Sincina, un comune rurale della regione di Sikasso.

«I tre componenti della famiglia rapita sono Testimoni di Geova che vivono in Mali per motivi personali e dunque non sono lì in qualità di missionari. Preghiamo sia per loro che per le loro famiglie, e ci auguriamo che questa vicenda si concluda nel modo migliore». Così in una
nota la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova.

Nel 2021 fu rapito un giornalista francese

Dal 2012 il Mali è teatro di attacchi compiuti da gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda e all’Isis, oltre che di violenze di ogni tipo perpetrate da milizie e banditi che si proclamano formazioni di autodifesa. Questa violenza, iniziata nel nord nel 2012, si è estesa al centro, poi al vicino Burkina Faso e al Niger causando migliaia di morti tra civili e militari e centinaia di migliaia di sfollati, nonostante il dispiegamento di forze Onu, francesi e africane.
Un giornalista freelance francese di 47 anni che vive e lavora in Mali dal 2015, Olivier Dubois, è stato rapito nel Paese più di un anno fa. Era stato lui stesso ad annunciare il proprio sequestro in un video trasmesso sui social network il 5 maggio 2021: aveva spiegato di essere stato rapito l’8 aprile a Gao (nord) dal Gruppo di supporto per l’Islam e i musulmani (Gsim o Jnim), la principale alleanza jihadista del Sahel, legata ad Al-Qaeda e guidata dal leader tuareg maliano Iyad Ag Ghaly. Il 13 marzo scorso era circolato sui social un video che mostra un uomo che sembra essere il giornalista francese e che si rivolge ai suoi parenti e al governo di Parigi.

 

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