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DANNI SENZA PRECEDENTI

Danimarca, fughe di gas dal Nord Stream. Accuse a Mosca. Aumenta il prezzo del combustibile

Fughe di gas stanno interessando i gasdotti Nordstream 1 e 2: lo fa sapere il governo danese annunciando di aver elevato il suo livello di allerta sulle infrastrutture energetiche. Il gasdotto Nord stream ha registrato danni «senza precedenti» a tre linee del gasdotto ed «è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino» dell’infrastruttura. E' quanto comunica in una nota il Nord Stream, secondo quanto riferisce Bloomberg. Ieri il Nord Stream aveva riferito di un calo di pressione su due sue linee, con le autorità svedesi e danesi che avevano identificato perdite di gas nel Mar Baltico, in prossimità della rotta del Nord Stream.

Prezzo del gas in salita

Accelera il prezzo del gas ad Amsterdam dopo che il Nord Stream ha dichiarato fuori uso per danni «senza precedenti» tre sue linee, con il governo di Berlino che l’origine del danneggiamento possa essere imputabile ad attacchi o atti di sabotaggio. I future Ttf avanzano del 5,8% a 184 euro al megawattora, dopo che il Nord Stream ha detto che è impossibile stimare una tempistica per il ripristino delle operazioni. Il prezzo del gas sale del 10% ad Amsterdam, a 191,5 euro al megawattora, dopo aver toccato in picco di 194,7 euro (+12%) in scia alle notizie sui danni che hanno colpito il Nord Stream e che aumentano le probabilità di un inverno in Europa senza il gas russo.

Stoccaggi dell'Italia sfiorano il 90%

Gli stoccaggi italiani di gas sfiorano la soglia del 90%. La piattaforma europea che certifica il dato segna stamattina 173,36 TWh come quantità di gas iniettata, pari al 89,62% della capacità complessiva. In Europa sono stati immagazzinati 976,95 TWh con un indice medio di riempimento dell’87,73%.

Le reazioni

Il Cremlino non esclude un sabataggio ai danni dei gasdotti Nord Stream 1 e 2. Lo ha detto il portavoce presidenziale, Dmitry Peskov. «Non è esclusa alcuna opzione» ha detto rispondendo a una domanda in proposito.  Il viceministro polacco Marcin Przydacz a Varsavia, commentando le tre falle ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, scoperte dalle autorità danesi, ha detto: «Purtroppo il nostro vicino a est persegue costantemente una politica aggressiva. Se è in grado di mettere in atto un’aggressione all’Ucraina, è chiaro che non possano essere escluse provocazioni che si riguardino l’Europa occidentale». Negli anni passati il governo polacco aveva espresso la ferma contrarietà alla realizzazione del progetto Nord Stream 2, originariamente volto a moltiplicare il flusso di gas dalla Russia all’Europa, ed in particolare alla Germania, con l’argomento che la dipendenza energetica sarebbe stata usata dal Cremlino come uno strumento di pressione politica.

A stretto giro di posta è arrivata l'accusa diretta di Kiev di «un attacco terroristico pianificato dalla Russia e un atto di aggressione contro l’Ue». Secondo il consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, Mosca «vuole così destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare il panico pre-inverno». Se la Commissione europea ritiene «prematuro speculare» sulle cause delle fughe di gas, assicurando che al momento «non c'è alcun impatto sulla sicurezza», gli Stati Uniti si sono detti pronti ad aiutare gli europei sulle indagini. Spingendosi oltre: "Le prime informazioni indicano che siano state causate da un attacco», ha detto il segretario di Stato Antony Blinken, sottolineando comunque che si tratta «solo di prime notizie».

"Nei prossimi mesi dobbiamo lavorare per mettere fine alla dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia», ha quindi assicurato l’esponente dell’amministrazione Biden, garantendo che «le perdite non avranno un impatto significativo sulla resilienza energetica dell’Europa». Anche la Nato sta monitorando la situazione «con grande preoccupazione», in contatto con gli alleati, a cominciare dalla Danimarca, ma anche con Svezia e Finlandia, i due Paesi in procinto di aderire all’Alleanza Atlantica per effetto della guerra di Putin. Mentre a Berlino la possibilità che tre fughe di gas si siano verificate contemporaneamente non sembra un caso, ma frutto «di un attacco mirato», ha riferito una fonte a Tagesspiegel. Secondo il giornale, si stanno valutando due ipotesi principali: all’origine dell’attacco potrebbe esserci l'Ucraina o qualche suo alleato, oppure un’operazione russa sotto falsa bandiera, per alimentare maggiore insicurezza e far salire ancora di più prezzi del gas. Anche la premier danese Mette Frederiksen ha escluso «una coincidenza» e parlato di «atti deliberati» mentre si trovava in Polonia per l’inaugurazione di un altro gasdotto strategico, il Baltic Pipe, con il collega Mateusz Morawiecki: «L'epoca del dominio russo sul gas è finito, un’epoca che è stata segnata dal ricatto, dalle minacce e dalle estorsioni», ha dichiarato il premier polacco, anche lui convinto che il Nord Stream sia stato sabotato. Stoccolma, che giudica la situazione «grave e molto seria», ha intanto riunito un’unità di crisi, mentre Copenaghen ha inviato una fregata dotata di elicottero per unirsi ai pattugliamenti nella zona, dove al momento la navigazione è vietata nel raggio di 5 miglia.

 

 

 

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