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GUERRA E CRISI

Putin, situazione in Donbass sarà stabilizzata. Aumenta prezzo di gas e petrolio

Frontex: sono 53mila i russi entrati in Ue in una settimana

«La situazione in Donbass sarà stabilizzata. La Russia potrà far sviluppare questi territori tranquillamente». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato dalla Tass, il quale ha anche emanato un decreto che inserisce formalmente la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia nella lista degli asset federali della Russia. Mosca aveva già annesso la regione dove si trova l’impianto.

A tale proposito, il capo della Repubblica cecena, Ramzan Kadyrov, ha detto di essere stato promosso al grado di colonnello generale dell’esercito russo. «Il presidente della Russia - ha scritto su Telegram - mi ha conferito il grado di colonnello generale. Il decreto è stato emesso con il numero 709. Vladimir Vladimirovich (Putin) me lo ha comunicato personalmente e si è congratulato con me». Il leader della Cecenia ha anche espresso gratitudine al presidente russo per i suoi saluti in occasione della Giornata di Grozny, della Giornata degli insegnanti e della Giornata della gioventù cecena, aggiungendo che tutti i suoi pensieri oggi sono «con i combattenti che si oppongono agli interessi della Patria e dei popoli» in Ucraina.

Intanto, «sono 53mila i cittadini russi entrati in Ue nell’ultima settimana, in calo del 20% rispetto alla settimana precedente». Lo riferisce l’agenzia europea Frontex, sottolineando che «la maggior parte dei cittadini russi sta entrando in Ue attraverso i varchi di frontiera della Finlandia. Gli arrivi dovrebbero diminuire», prevede l'agenzia, per il giro di vite Ue sulla politica dei visti. Dall’inizio della guerra in Ucraina, oltre 1,356 milioni di cittadini russi sono entrati in Ue dai suoi confini terrestri. Ne sono usciti più di 1,314 milioni.

Gas e petrolio in salita

Gas sui massimi di giornata. Il prezzo del Ttf continua a salire e tocca 175 euro al megawattora, segnando un rialzo di quasi l’8%, poi scende a quota 172 euro. La Commissione europea è al lavoro su due tipi price cap: uno sul gas utilizzato per generare elettricità e l’altro sugli scambi all’interno dell’Europa.

Sul fronte petrolio, l’Opec+ taglia la produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno a partire da novembre. Lo riferisce Bloomberg citando i delegati al termine del vertice a Vienna che si è svolto in presenza per la prima volta da marzo 2020 e a cui per la Russia ha partecipato Aleksandr Novak, vice premier della Federazione Russa con delega al settore energetico. L’accordo è uno schiaffo al presidente Usa, Joe Biden, che aveva fatto pressing sui rappresentanti del Cartello chiedendo di non ridurre le quote di produzione.  E, dopo l’annuncio dell’Opec+ che ha deciso di tagliare la produzione di 2 milioni di barili al giorno, il prezzo del petrolio si muove in rialzo sui mercati internazionali . Il contratto future sul Brent sale dello 0,99% a 92,70 dollari a barile, mentre quello sul Wti avanza dello 0,45% a 86,90 dollari. «Il presidente è deluso dalla miope decisione dell’Opec+ di tagliare le quite di produzione mentre l’economia mondiale fa i conti con l’impatto negativo dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin». Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che l’amministrazione si consulterà con il Congresso sugli strumenti per ridurre il controllo dell’Opec+ sui prezzi dell’energia.

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