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L'INCENDIO

Tragedia nella striscia di Gaza, brucia un campo profughi: almeno 20 morti

Tragedia nella Striscia di Gaza. Almeno 20 persone, tra le quali molte donne e bambini, sono morte in un incendio scoppiato in un edificio nel campo profughi di Jabalia. Le fiamme hanno avvolto il fatiscente palazzo, dal quale si levavano grida di aiuto, senza che i soccorritori potessero avvicinarsi.
Il campo di Jabalia, situato nel nord dell’enclave, è il maggiore di tutti i campi profughi palestinesi, situato a circa 3 chilometri a nord della cittadina omonima. Le disperate condizioni di vita a Gaza costringono gli abitanti, che spesso non hanno energia elettrica, a utilizzare ogni forma di alternativa per riscaldarsi, anche quelle meno sicure.

L’edificio avrebbe accidentalmente preso fuoco e le fiamme si sarebbero propagate ad alta velocità perchè ospitava grandi quantità di benzina (in effetti a Gaza, le persone spesso immagazzinano gas da cucina, gasolio e benzina nelle case per poter superare l’inverno). Tra le vittime, secondo Salah Abu Laila, direttore dell’ospedale indonesiano di Gaza, sette erano bambini. E ci sono oltre 30 feriti, alcuni in modo grave, anche tra il personale dei servizi di emergenza che si è recato sul posto. Il palazzo di quattro piani dove è scoppiato l’incendio appartiene a una famiglia che stava festeggiando il ritorno di uno dei suoi membri dall’Egitto. Le immagini trasmesse sui media locali e sui social network hanno mostrato le enormi e violente fiamme che bruciavano l’appartamento all’ultimo, mentre decine di persone si radunavano nei pressi per cercare di aiutare i sanitari.

E’ l’incendio più sanguinoso degli ultimi anni nella Striscia di Gaza, una zona tra le più povere del pianeta dove più di due milioni di persone vivono ammassate in un territorio di meno di 400 chilometri quadrati. L’Autorità nazionale palestinese, che governa parti della Cisgiordania occupata, ha annunciato che metterà a disposizione i suoi ospedali e le sue equipe mediche nel caso in cui fosse necessario trasferire i feriti da Gaza, dove governa il movimento islamista Hamas. Il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, ha decretato per domani, venerdì, una giornata di lutto, con le bandiere a metà altezza negli edifici pubblici. Da parte israeliana, che insieme all’Egitto dal 2007 stringe la Strisca in un blocco aereo, marittimo e terrestre, il ministro della Difesa Benny Gantz si è offerto di aiutare «nell’evacuazione umanitaria dei feriti» e ha espresso «le condoglianze dello Stato di Israele e della sicurezza».
Anche l’inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Tor Wennesland, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, e anche al governo e al popolo palestinese.

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