Domenica, 05 Febbraio 2023
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Guerra Ucraina, Biden invia i Patriot a Kiev. Un miliardo da Parigi per affrontare l'inverno

Un miliardo di euro per aiutare la resistenza ucraina a superare l’inverno: questo il principale impegno raggiunto dalla conferenza internazionale di Parigi per l'Ucraina, co-presieduta da Emmanuel Macron e da Volodymyr Zelensky, con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che in rappresentanza dell’Italia è tornato a denunciare "una guerra folle". Intanto dagli Stati Uniti l’amministrazione Biden avrebbe deciso di inviare a Kiev gli agognati missili per la difesa aerea Patriot. Secondo la Cnn, che ha anticipato la notizia, la mossa del Pentagono potrebbe essere annunciata in settimana in vista di una rapida attuazione: dopo l’ok definitivo, i missili dovrebbero essere mandati nei giorni successivi e i militari ucraini essere addestrati ad usarli nella base Usa di Grafenwoehr in Germania. Una mossa che metterà finalmente al riparo l’Ucraina dalla pioggia di fuoco russa ma che scatenerà prevedibilmente l’ira di Mosca.

Obiettivo della conferenza parigina era invece rispondere ai bisogni più urgenti degli ucraini per superare l’inverno, a cominciare dai generatori, divenuti più che mai cruciali per ripristinare l’accesso all’elettricità e al riscaldamento mentre le infrastrutture civili continuano ad essere bersagliate dai russi. «L'Ucraina non è sola», ha assicurato Macron aprendo i lavori in mattinata mentre Zelensky, parlando in videoconferenza da Kiev dinanzi alle oltre 70 delegazioni presenti a Parigi, ha chiesto «almeno 800 milioni di euro come aiuto d’emergenza per il settore energetico». I contributi sono andati oltre le aspettative. Al termine della riunione organizzata in un centro congressi non lontano dalla Tour Eiffel, la ministra degli Esteri e padrona di casa, Catherine Colonna, ha annunciato infatti doni d’emergenza per oltre un miliardo di euro. «L'aiuto raggiunge e oltrepassa gli 800 milioni di euro» richiesti da Zelensky, ha riferito l’ex ambasciatrice a Roma, dicendosi «felice di poter annunciare che siamo intorno al miliardo». In conferenza stampa al fianco del premier ucraino, Denys Chmayl, Colonna ha precisato che «415 milioni saranno destinati all’energia, 25 milioni per l’acqua, 38 milioni per l’alimentazione, 17 milioni per la salute, 22 milioni per i trasporti e ci sono 493 milioni» ancora da attribuire. Secondo Chmayl, i raid di Mosca hanno distrutto circa il 40-50% della rete energetica ucraina, ma grazie ai nuovi aiuti annunciati oggi «il nostro Paese non sprofonderà nel buio», ha commentato il premier ucraino, congratulandosi per il "potente segnale» di sostegno inviato dal «mondo civilizzato».

Il braccio destro di Zelensky ha quindi espresso «riconoscenza a tutti i Paesi che restano nostri alleati in questi tempi bui». Kiev, ha assicurato esprimendosi dinanzi alla bandiera giallo-blu dell’Ucraina, riconquisterà la sua sovranità e la sua intergrità territoriale. La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha ricordato da parte sua che gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati a fornire a Kiev un aiuto pari a 18 miliardi di euro nel 2023 ed ha annunciato l’acquisto di 30 milioni di lampadine Led a beneficio dell’Ucraina mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) invierà delle missioni per mettere in «sicurezza» cinque centrali nucleari, incluso quella di Zaporizhzhia. Tajani, che ha raggiunto Parigi direttamente da Bruxelles dopo la riunione di ieri con gli omologhi Ue, ha annunciato altri 10 milioni di euro. «L'Italia è pronta a fare la sua parte per aiutare la popolazione ucraina. Non è soltanto una questione militare», ha garantito il capo della Farnesina, ricordando che Roma ha «inviato decine e decine di tonnellate di materiale elettrico, di trasformatori, di commutatori, per permettere all’Ucraina di avere una rete elettrica funzionante durante l’inverno e anche per favorire il riscaldamento dei civili». Sul piano finanziario e umanitario, l'Italia ha già contribuito con 310 milioni a titolo bilaterale in sostegno a Kiev. In giornata poi il quotidiano russo Vedomosti ha scritto che Putin e il presidente cinese Xi Jinping terranno un colloquio prima della fine dell’anno, indiscrezione confermata dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov che però non ha voluto svelare il giorno fissato: «Informeremo al riguardo in modo tempestivo», si è limitato a dire. «Mi auguro che la Cina giochi la parte di protagonista della pace - ha commentato Tajani -. Ci auguriamo che Xi spinga Putin a ritirare le sue truppe dall’Ucraina e far cessare il fuoco: è l’unica possibilità che ha la Russia se vuole arrivare alla pace».

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