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Israele in allerta per un possibile attacco dall’Iran. Nuovi raid su Beirut. Unrwa denuncia: colpita la nostra sede in Cisgiordania

Israele è a un «alto livello di preparazione» in attesa di una potenziale risposta dall’Iran agli attacchi aerei del 26 ottobre. Lo ha detto una fonte militare alla CNN.

I leader iraniani hanno minacciato di effettuare un’azione di rappresaglia dopo che l’aeronautica militare israeliana ha attaccato batterie antiaeree e siti radar in tutto l’Iran in rappresaglia per un massiccio attacco missilistico balistico iraniano su Israele il 1 ottobre.

La fonte militare ha detto alla CNN che gli attacchi di Israele «hanno creato un dilemma per Teheran» poiché hanno ridotto la sua capacità di attaccare e difendersi da una risposta israeliana.

Le minacce di Teheran contro Israele

Mercoledì la CNN aveva citato una fonte di alto rango del regime degli Ayatollah per riferire dell’intenzione di Teheran di colpire in modo «definitivo e doloroso» Israele, indicando una data «prima del giorno delle presidenziali negli Stati Uniti».

Le reazioni delle autorità iraniane

Le autorità iraniane hanno alzato i toni contro Israele negli ultimi giorni e assicurano che risponderanno «ferocemente» all’attacco del 26 ottobre contro obiettivi militari che ha provocato cinque morti.

Sebbene le prime reazioni all’attacco missilistico israeliano abbiano avuto un tono cauto, negli ultimi giorni la situazione è cambiata e ora Teheran insiste che la risposta iraniana arriverà. «La risposta contro l’aggressione del regime sionista è certa», ha affermato il vice comandante in capo dei Guardiani della rivoluzione, generale Ali Fadavi, alla televisione libanese, «Siamo in grado di distruggere tutto ciò che possiedono i sionisti con una sola operazione».

Da parte sua, il comandante in capo della Guardia rivoluzionaria, generale Hosein Salami, ha dichiarato che Tel Aviv ha commesso «un altro errore e ne pagheranno le conseguenze». «La nostra risposta sarà inimmaginabile», ha assicurato Salami, citato dall’agenzia Irna.

La posizione del leader supremo Ali Khamenei

Il leader supremo, Ali Khamenei, ha detto che il suo Paese intende dare «una risposta feroce ed energica» all’«azione disperata» di Israele, ha riferito l’agenzia Tasnim. Un deciso cambio di tono rispetto a quanto affermato da Khamenei il giorno dopo l’attacco, quando aveva chiesto alle «autorità» di decidere la risposta in base a ciò che è meglio per il Paese, ma senza promettere vendetta.

Secondo la versione iraniana, l’attacco è avvenuto nelle province di Teheran, Ilam e Khuzestan e ha causato solo «danni limitati» ai radar, oltre alla morte di quattro soldati e un civile.

La versione americana e il futuro delle ostilità

Ma i media americani hanno riferito che le immagini satellitari mostrano che i centri militari di Shahroud, nella provincia nord-orientale di Semnan, e Khojir, vicino a Teheran, sono stati danneggiati, affermazioni direttamente smentite dalle autorità iraniane.

Il New York Times ha riferito che Khamenei ha ordinato al suo Consiglio di Sicurezza Nazionale di preparare un attacco contro Israele dato che i danni alle sue infrastrutture e le vittime erano «troppo grandi per essere ignorate» e «non rispondere significherebbe accettare la sconfitta».

Da parte sua, Axios ritiene che questo nuovo attacco verrà effettuato dall’Iraq, dove Teheran ha come alleati diverse milizie islamiche.

Nuovi raid su Beirut

La città orientale libanese di Baalbek è stata nuovamente colpita da un attacco israeliano dopo i pesanti raid aerei sulla zona nei giorni scorsi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. "Aerei nemici israeliani hanno lanciato un raid sul quartiere Zahraa nella città di Baalbek, sede di antiche rovine romane designate come patrimonio mondiale dell’Unesco," ha affermato la Nna.

Unrwa: "L'Idf ha danneggiato un nostro ufficio in Cisgiordania"

«Utilizzando delle ruspe, l’esercito israeliano ha gravemente danneggiato oggi l’ufficio dell’Unrwa nel campo di Nur Shams, nel nord della Cisgiordania. L’ufficio non può più essere utilizzato». Lo denuncia su X il capo dell’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini.

L’ufficio «era il fulcro della fornitura di servizi di base a oltre 14.000 rifugiati palestinesi nel campo, tra cui istruzione per i bambini, servizi sanitari, igienico-sanitari e protezione sociale. Durante l’operazione militare israeliana, nel campo sono state distrutte anche le strade, le reti idriche ed elettriche - ha aggiunto Lazzarini -. Ancora una volta, le strutture delle Nazioni Unite vengono sistematicamente ignorate, mentre dovrebbero essere protette in ogni momento, anche in tempo di conflitto».

Nei giorni scorsi il parlamento israeliano ha approvato una legge che bandisce le attività dell’Unrwa in Israele, Gerusalemme Est e Cisgiordania.

 

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