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Il terremoto in Myanmar, oltre 1600 morti. Nuove scosse nelle ultime ore fino a una magnitudo di 5.1. 17 le vittime a Bangkok

Il bilancio delle vittime a Bangkok del violento terremoto che ha colpito il Myanmar e la Thailandia è salito a 17. Lo hanno affermato le autorità cittadine. L’Autorità metropolitana di Bangkok ha dichiarato che 32 persone sono rimaste ferite e 83 risultano ancora disperse, per lo più nel cantiere della torre di 30 piani crollata nel terremoto di venerdì.

Panico in strada a Mandalay

Ha provocato panico a Mandalay la nuova forte scossa di assestamento che si è verificata questa mattina. La scossa di magnitudo 5,1 è stata registrata dall’Istituto geologico americano alle 14:00 ora locale (le 9:30 in Italia). La gente è scesa di nuovo in strada e sono state brevemente interrotte le ricerche di sopravvissuti ai crolli di venerdì. Ieri sera dalle macerie è stata estratta viva una donna.

Nuove scosse fino a una magnitudo di 5.1

Due scosse di terremoto si sono susseguite nelle ultime ore in Myanmar, dopo quelle potentissime (7.7 e 6.4) di venerdì: alle 10.20 locali (le 03.50 italiane) l'istituto geosismico americano (Usgs) ha registrato un sisma di magnitudo 5.1 nei pressi della capitale Naypyidaw a una profondità di 10 km, preceduta di circa 9 ore da una di 4.2 a Shwebo, circa 70 km a nord di Mandalay.

Oltre 1600 le vittime spezzate dal terremoto

Il bilancio delle vittime, come si temeva, è cresciuto in modo esponenziale: sono oltre 1.600 le vite spezzate dal violento terremoto che venerdì mattina ha messo il ginocchio il Myanmar sbriciolando case, scuole, ponti e siti religiosi.

Per il secondo giorno consecutivo i soccorritori hanno cercato sopravvissuti tra le macerie e nel frattempo si è mobilitata anche la macchina degli aiuti internazionali, ma con il passare delle ore le cifre del disastro rischiano di peggiorare ulteriormente. E' una sfida enorme per il paese del sud-est asiatico, uno dei più poveri del mondo, costretto all'isolamento dalla giunta militare. Che incurante dell'emergenza, continua a lanciare attacchi aerei contro i gruppi ribelli.

Le autorità birmane hanno dichiarato lo stato d'emergenza in sei regioni, ma le ricerche tra i detriti si concentrano a Mandalay, vicina all'epicentro del sisma, che è stata visitata dal capo dello Stato, il generale Min Aung Hlaing. Nel capoluogo, che è la seconda città del Paese, la Croce Rossa ha riferito di almeno 90 persone rimaste intrappolate dopo il crollo di un palazzo di 12 piani, e ad un certo punto si è riusciti ad estrarre viva una donna dopo 30 ore. Un miracolo, che tuttavia con lo scorrere delle lancette rischia di rimanere un caso isolato, o quasi.

Tra i simboli della tragedia, il ritrovamento dei corpi di 12 bambini in età prescolare e di un insegnante, tra i resti di scuola materna. Al momento del sisma, nell'edificio ci sarebbero stati una sessantina di bimbi e sette insegnanti. La furia del terremoto non ha risparmiato neanche il patrimonio culturale del Paese. E' il caso ad esempio di un'antichissima pagoda, sempre a Mandalay: "Ha iniziato a tremare, poi è crollata", ha raccontato un soldato che si trovava in posto di blocco fuori dal tempio: "Un monaco è morto, e ci sono anche feriti estratti dalle macerie", la sua testimonianza. I danni e la paura di nuove scosse hanno spinto migliaia di persone a trascorrere la notte per strada o in spazi aperti. Anche il traffico aereo si è paralizzato: hanno chiuso l'aeroporto di Mandalay e quello della capitale Naypyitaw, dove è caduta la torre di controllo.

Al momento, oltre alle vittime, si contano almeno 3mila edifici crollati, ma è difficile prevedere il bilancio finale. Un'analisi dell'Usgs non esclude il peggiore degli scenari: c'è una probabilità del 35% che il numero dei morti sia compreso tra 10.000 e 100.000, mentre il costo finanziario per il Paese potrebbe raggiungere decine di miliardi di dollari, superando il pil nazionale. A peggiorare la situazione c'è la fatiscenza delle infrastrutture sanitarie. L'ufficio per gli affari umanitari dell'Onu ha avvertito che "una grave carenza di forniture mediche" sta ostacolando la risposta all'emergenza. In particolare "kit traumatologici, sacche di sangue, anestetici, dispositivi di assistenza, medicinali essenziali e tende per gli operatori sanitari". Tra l'altro, si sottolinea, gli ospedali hanno subito danni ingenti o sono stati distrutti e le interruzioni alle telecomunicazioni e Internet "continuano a ostacolare le operazioni umanitarie".

La furia del terremoto ha investito un Paese già prostrato dalla crisi economica e da un conflitto tra i militari tornati al potere con un colpo di stato nel 2021 e gruppi ribelli, che ha causato lo sfollamento di oltre tre milioni di persone. E nemmeno il sisma ha fermato le ostilità: secondo la People's Defense Force, la milizia che combatte contro la giunta per un ritorno alla democrazia, il regime ha continuato a effettuare attacchi aerei in diverse regioni. Un'indagine recente condotta dalla Bbc ha rivelato che l'esercito controlla meno di un quarto del Paese, e che per riguadagnare terreno lancia massicci raid utilizzando jet russi e cinesi. Attacchi condannati dall'Onu, che parla di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Intanto dall'altra parte del confine, in Thailandia, il primo ministro Paetongtarn Shinawatra ha assicurato che il Paese "è tornato alla normalità" dopo il sisma, che ha avuto un impatto anche Bangkok. Secondo le autorità è crollato solo un edificio nella capitale, il palazzo di 30 piani in costruzione sgretolatosi in pochi secondi dopo la prima scossa. Sul posto le squadre di ricerca si sono alternate senza sosta in cerca di sopravvissuti. Sono state trovate morte undici persone, ma decine risultano ancora disperse.

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