Lunedì, 25 Ottobre 2021
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DDL ZAN

Concertone 1 maggio, Fedez e la censura Rai. Bufera sui vertici. Il POST - REAZIONI

Il Primo Maggio, il Concertone, la musica, le testimonianze e i racconti. Tutto uguale, ma tutto diverso. A tenere banco, sui tavoli della politica e dell'opinione pubblica, c'è la polemica del momento, che coinvolge Fedez, l'attacco in diretta tv alla Lega sul ddl Zan e una presunta censura "preventiva" operata da Viale Mazzini sull'intervento del rapper. Un passo indietro per ricostruire la vicenda scoppiata ieri pomeriggio, prima e dopo l'esibizione "incriminata".

Da settimane il rapper sostiene il Ddl Zan, con continui battibecchi con la Lega e Salvini, con cui l’artista ha un conto aperto in quanto a polemiche e che avverte che se il cantante userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, «la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento».

Dal canto suo, Fedez rivendica la libertà di espressione e si assume qualunque responsabilità. «E' la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?». E pubblica su Twitter il video di una telefonata con la vice direzione di Rai 3.

Ma la Rai smentisce: «Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta». E’ quanto fa sapere Viale Mazzini in una nota rilasciata in serata, rispondendo così a Fedez e alla sua denuncia di essere stato sottoposto ad approvazione.

«Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto - continua il comunicato -: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi».

«La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio», conclude l’azienda.

Polemiche e critiche, sostegno e solidarietà. Sulla partecipazione di Fedez al Concertone del Primo Maggio trasmesso dalla Rai, il fronte si spacca tra sostenitori e "accusatori".

La telefonata preventiva di Viale Mazzini e il "sistema"

Il cantante su Twitter ha pubblicato un video con alcuni passaggi della telefonata con Viale Mazzini prima del suo intervento sul palco: "Mi esortano ad 'adeguarmi ad un SISTEMA' dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi", afferma Fedez (qui il video della telefonata).

In serata, infatti, sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, durante la sua esibizione al Concertone del Primo Maggio, Fedez ha chiarito di prendersi tutte le responsabilità di quello che dice, e ha dedicato la prima parte del suo intervento a un appello al premier Mario Draghi per tutelare il settore dello "spettacolo decimato dall’emergenza Covid e regolato da una legge che risale gli anni 40. Così come è intervenuto tempestivamente sulla Superlega lo faccia anche sullo spettacolo, che ha un numero di lavoratori equivalente al calcio".

Ddl Zan: la critica alla Lega e l'intervento Rai

Poi la parte sul ddl Zan, con una forte critica alla Lega, citazioni di esponenti locali del partito contro i gay, e una polemica contro l’associazione Pro Vita.

La nota di Rai3 condivisa dall’Ad Fabrizio Salini:

"Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta".

"Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti - prosegue la nota -. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi. La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l'occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio".

"Nel video di Fedez non tutta la conversazione con Capitani"

La direzione di Rai 3, conferma dunque di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del primo maggio - richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto - e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista. È quanto si legge in una nota di Rai 3. "In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez - prosegue la nota - notiamo che l’intervento relativo al vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani (l'unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagl". "Le parole realmente dette - si legge ancora nella nota - sono: «Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che la Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà.». «Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo. Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua".

A stretto giro la replica di Fedez

«La Rai mi accusa di aver mandato ad arte il video della telefonata che ho già detto di voler mettere a loro disposizione, e che non hanno mai richiesto preventivamente i testi per la censura e allora mi chiedo perchè la vicedirettrice ha presenziato ad una telefonata in cui si stava cercando di esercitare un controllo?». Lo spiega Fedez in una delle sue storie su Instagram stamattina in risposta alla nota di Rai3. «Ho registrato io e l’hanno registrata anche loro pubblicando solo la parte in cui la vicedirettrice dice non attuiamo censura ma poi presenzia ad una telefonata in cui stanno attuando censura. Io le chiedo se posso dire cose inopportune per lei ma opportune per me che tra l’altro non prevedono torpiloquio e la risposta è il silenzio e questo vale più di tutto».

Il tweet di Salvini: "Fuoriluogo i comizi 'de sinistra' "

"La Rai non può comprare interventi d’odio a scatola chiusa e non si invochi la censura, perchè al rapper non mancano certo spazi per manifestare il suo pensiero, tra l’altro noto anche ai sassi. Viale Mazzini ha ancora qualche ora per rimediare, dopodiché la Lega si muoverà in tutte le sedi competenti. E i sindacati si ricordino che il lavoro appartiene a tutti, non lo si svilisca per regalare qualche like a un cantante milionario", aveva aggiunto. Sempre nel pomeriggio, il segretario della Lega è intervenuto su Twitter: "Il 'concertone' costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi 'de sinistra' sarebbero fuori luogo", ha scritto Matteo Salvini. E a stretto giro è arrivata la risposta di Fedez, sempre su Twitter: 'Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uovo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro.

"Un cantante di sinistra litiga coi vertici Rai di sinistra. Così è. L’Italia se ne farà una ragione", ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini, che sul ddl Zan ha così replicato a Fedez: "Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. E’ già così, per fortuna - ha spiegato Salvini -. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. E’ già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perchè offenderebbero qualcuno. Non scherziamo - ha concluso il leader leghista -. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo".

Le reazioni

Jacopo Coghe (Pro Vita): "Il pistolotto Fedez senza contraddittorio"

"Davanti al televisore, a casa con la mia famiglia, mi sono imbattuto nel pistolotto di Fedez e ad un certo punto mi sono sentito citato e deriso senza possibilità di contraddittorio. Ma un cantante, può porre in essere questi attacchi personali senza possibilità di contraddittorio? Nelle sue parole ho percepito una violenza inaudita, tutto questo pagato con i nostri soldi, perchè si tratta di servizio pubblico. La Rai non può farsi megafono di una singola voce. E’ vergognoso oltre che non rispettoso delle regole", ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, attaccato come "ultracattolico e antiabortista e amicone del leghista Simone Pillon" dal cantante rap durante il concertone.

Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay per i diritti LGBT

"La telefonata dei dirigenti di Rai 3 a FEDEZ è sconcertante, intervenga la Vigilanza Rai contro la censura, i diritti civili ed il rispetto per le persone LGBT non sono mai inopportuni - afferma invece Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista e Liberale -. Quanto accaduto dimostra che la politica deve essere lontana dalla Rai, chiediamo che venga fatta piena luce e verificati quanti altri episodi simili sono accaduti e non ne siamo a conoscenza. Piena solidarietà a Fedez".

Zingaretti: "Il ddl Zan va approvato"

"Fedez ha citato frasi ed espressioni di alcuni politici della Lega. Forse ora se ne vergognano, ma certo la soluzione non può essere la censura di un artista». Così su Instagram il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Ricordiamoci che ci sono esseri umani picchiati e offesi solo per quello che sono - aggiunge - Dovrebbe essere naturale approvare una legge che li tuteli. Questa è la legge Zan e va approvata".

Di Maio: "Censura inaccettabile"

"La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura». Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aggiunge: «Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore». «Ogni artista - aggiunge - deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee».

Conte: "Io sto con Fedez"

"Io sto con Fedez. Nessuna censura". Lo scrive su Facebook l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Enrico Letta: "Ci aspettiamo le scuse dalla Rai"

"Le parole di Fedez? Ci aspettiamo parole di chiarimento e di scuse dalla Rai. Voglio ringraziarlo, sinceramente. Il fatto che una persona come lui parli di questi tempi rende possibile rompere il tabù per il quale non si può parlare di diritti perchè siamo in pandemia". Così Enrico Letta, segretario del Pd, intervistato da Maria Latella a 'Il caffè della domenica' su Radio 24. "Sono disponibile a dibattere con la Lega nel merito, ciò che trovo sbagliato è l’atteggiamento di ostruzionismo - prosegue - Abbiamo passato 20 giorni sulla calendarizzazione del Ddl Zan, non sul merito".

Chiara Ferragni: "Super fiera di Fedez"

«Devo dire che sono super fiera di Fedez, non potrei essere più fiera di così». A dirlo in una storia su Instagram è Chiara Ferragni, imprenditrice digitale e moglie di Fedez. «Avere il coraggio di andare contro tutto e contro tutti per dire quello che si pensa non è cosa da poco», dice ancora Ferragni. «Non potrei essere più fiera di quello che ha fatto Fedez": Chiara Ferragni, una delle influencer più potenti al mondo, ha commentato su Instagram la performance del marito, Fedez, al concertone del primo maggio. «Avere il coraggio di andare contro tutti per dire cosa si pensa non è cosa da poco. Sono super fiera». Chiara Ferragni ha voluto anche «ringraziare» tutti i suoi follower: «Vi sento tutti uniti ed è bellissimo sentire quanti sono stati toccati da questo discorso. E’ bellissimo essere uniti e cercare di cambiare le cose. Potere della condivisione».

Il Codacons

Il Codacons interviene sul Concertone del Primo maggio e lo fa contestando alla Rai due circostanze che hanno riguardato Fedez: «la prima è l’ingiustificabile tentativo di censura che la Rai ha opposto all’intervento del rapper, la seconda è l’immensa pubblicità occulta alla Nike fatta dal palco del Concertone attraverso lo stesso Fedez, in palese violazione delle norme a tutela dei consumatori». E domani il Codacons presenterà un esposto ad Antitrust e Commissione di vigilanza Rai «affinchè sia aperta una inchiesta volta a sanzionare chi ha permesso a Fedez di realizzare, attraverso il concerto del primo maggio e gli schermi Rai, un mega spot pubblicitario a favore della Nike, di cui il rapper indossava un cappellino con il marchio ben in vista - spiega il Codacons - Una pubblicità occulta ancor più grave se si considera che la Nike è stata più volte associata al fenomeno dello sfruttamento del lavoro in Paesi sottosviluppati, e la pubblicità al marchio ad opera di Fedez è avvenuta nel corso di un evento dedicato proprio alla difesa dei diritti dei lavoratori».
Alla commissione di Vigilanza Rai l’associazione chiederà inoltre di sanzionare «l'illecito tentativo di censura in merito all’intervento del rapper, non solo assurdo se si considera il contesto del Concertone, ma che ha finito per amplificare il messaggio pubblicitario in favore della Nike».

 

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