Martedì, 11 Dicembre 2018
LE SCELTE DELL'ESECUTIVO

Il governo "blinda" la manovra: pronto a chiedere la fiducia

manovra finanziaria, Sicilia, Politica
Palazzo Chigi

Sulla manovra il governo è pronto a chiedere la fiducia già al primo passaggio in Aula. In attesa della mossa di Palazzo Chigi sui conti pubblici, con ritocchi ai 'numeretti', il cantiere della legge di bilancio procede a rilento e la scelta di blindare il testo potrebbe rispondere alla doppia esigenza di garantire il rispetto del timing in vista del passaggio al Senato e lasciare mano libera all’Esecutivo con il maxiemendamento da presentare in Assemblea.

Il 2,4% «non è uno dei dieci comandamenti», dice Matteo Salvini che però chiude all’ipotesi di far scendere troppo l'asticella. Caduto quello che per settimane è stato un muro invalicabile, resta quindi in salita la trattativa con la commissione europea che non sembra disposta ad accontentarsi del taglio di un paio di decimali per evitare la proceduta di infrazione. Nonostante tutto però il dialogo portato avanti dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Economia Giovanni Tria va avanti: in serata il titolare del Tesoro ha in programma un bilaterale, a margine dei lavori del G20, con il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici. E «i numeri - osserva Tria - si fanno nelle trattative non si dicono in giro».

Tenere i conti in ordine, così come auspicato più volte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è un obiettivo che Conte ribadisce di condividere: «lavoriamo per l’interesse degli italiani - assicura - e non per compromettere l’interesse degli italiani». Ma scendere ancora, portando l’indebitamento alla soglia del 2% non trova la sponda né nella Lega né nei M5S. Ciascuno infatti rivendica le proprie misure bandiera: la riforma delle pensioni è confezionata, c'è solo da scegliere - è la tesi diffusa - quando presentarla alle Camere: «stiamo valutando se inserirla qui o al Senato», spiega il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Guido Guidesi, che annuncia anche che il pacchetto costerà però meno dei 6,7 miliardi previsti.

E i risparmi, pari a circa un miliardo, confluiranno in quella dote da offrire per il negoziato con Bruxelles. Pronti ad andare avanti anche i pentastellati che però trovano maggiori difficoltà con la traduzione in norme del reddito di cittadinanza e che 'inciampanò anche in un nuovo capitolo della polemica sulle tessere. Secondo le opposizioni, Pd in testa, non sarebbe legittimo mandare in stampa - così come annunciato dal governo - le nuove 'card’in assenza di una legge. Altra questione, quella del finanziamento.

Al termine dell’incontro tra la commissaria alle politiche sociali Marianne Thyssen e il vicepremier Luigi Di Maio, Bruxelles ci tiene a sottolineare come il vero nodo siano la tipologia di risorse da usare e l’efficacia del meccanismo. Tutti temi, dalla previdenza al reddito, che saranno probabilmente al centro dell’incontro fra il presidente del Consiglio e i sindacati in programma per lunedì 10 dicembre, quando ormai la manovra dovrebbe essere passata al Senato per la seconda e decisiva lettura.

Vista da Francoforte, la situazione è anche più preoccupante: la banca centrale europea infatti alza lo sguardo dalle singole misure al quadro generale e osserva che «nell’Eurozona i timori dei mercati sui piani di Bilancio dell’Italia sono aumentati rispetto a maggio». La buona notizia, soprattutto per gli altri partner Ue, è che «le perdite osservate sul mercato finanziario italiano negli ultime sei mesi con l’incertezza politica non si sono significativamente allargate ad altri Paesi dell’Eurozona" ma Roma certo non può stare tranquilla, secondo l'Eurotower.

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