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Assemblea del Pd, Zingaretti: "Dovrà cambiare tutto". Gentiloni eletto presidente

Nicola Zingaretti

"Serve un nuovo partito, il nuovo Pd. Forse dovrà cambiare tutto", ha detto Nicola Zingaretti nella sua relazione all'Assemblea nazionale del Pd a Roma. "Tornino ad essere i nostri circoli i luoghi dove gli altri fanno associazionismo - ha aggiunto -. No a filiere di potere che restringono il nostro rapporto con la realtà sociale del Paese". Paolo Gentiloni é stato eletto presidente del Pd dall’Assemblea nazionale a Roma. Larghissima la maggioranza dei circa mille delegati a suo favore, nessun voto contrario, 86 gli astenuti.

"Occorre un partito diverso - ha aggiunto Zingaretti -, più aperto, più inclusivo, realmente democratico". Un partito che "sia capace di fare autocritica e che guardi alla sofferenza" della società. "Dobbiamo rimettere al centro la persona umana", ha aggiunto, citando l'esempio dei giovani ecologisti. "Spalanchiamo le porte del nostro partito a questa nuova generazione, ai ragazzi come Greta, non abbiamo paura di coinvolgerli", ha aggiunto Zingaretti.

"Negli ultimi 20 anni non abbiamo percepito che un becero liberismo ha ripreso le redini dello sviluppo: ci vuole più riformismo per affrontare il futuro, per migliorare la vita delle persone. E' indispensabile rimettere al centro della nostra politica la giustizia sociale", ha aggiunto, perché "la lotta alla povertà è la condizione per stare meglio tutti".

"A questo punto dobbiamo muoverci e metterci in cammino, tutto quello che succede intorno a noi ce lo dice", ha detto Zingaretti dopo essere stato proclamato segretario. "Il Pd non è per nulla spezzato e sconfitto", ha detto tra le prime cose Zingaretti, "gli avversari e anche alcuni amici prevedevano un disastro alle primarie, non è stato così".

Mille i delegati eletti in tutta Italia chiamati a questo compito. L'assise primo test del clima nel 'nuovo Pd' che vuole Nicola Zingaretti. Si votano inoltre presidente del partito, tesoriere e direzione (un centinaio di membri). In pectore per la seconda e la terza carica Paolo Gentiloni e Luigi Zanda, rispettivamente, designati dal leader, non senza malumori della minoranza sul "metodo".

Boschi: voterò Gentiloni presidente - Maria Elena Boschi ha annunciato che voterà Paolo Gentiloni alla presidenza del Pd, diversamente da Roberto Giachetti, che l'ex ministra ha appoggiato come candidato alle primarie. "Non faccio parte di nessuna corrente, ho votato convintamente Giachetti e rispetto la sua decisione, ma il mio voto rispetta anche il lavoro fatto insieme" all'ex premier Gentiloni, ha detto la deputata arrivando all'assemblea nazionale a Roma.

Giachetti: non votare Gentiloni non è atto ostile - "Non votare Gentiloni presidente non è un atto ostile, è la libera dialettica di un partito. Gentiloni, che è come un fratello per me, non è stato terzo nella campagna per le primarie, ha appoggiato Zingaretti, se fosse stato 'terzo' non avrei avuto problemi a votarlo. Ma ciò non vuol dire che bombarderemo la nuova dirigenza". Così Roberto Giachetti, deputato ed ex candidato alla segreteria, arrivando all'assemblea nazionale Pd a Roma.

Zanda: non votare Gentiloni sarebbe dato politico - "Non votare Gentiloni presidente segnalerebbe una situazione politica". Così Luigi Zanda, senatore Pd, designato per la carica di nuovo tesoriere, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo all'assemblea nazionale del partito a Roma.

Calenda: cosa si vuole di più di Gentiloni presidente? - "Gentiloni è la personalità più autorevole del centrosinistra, non ho capito cosa vogliamo di più come presidente del Pd. Lui e Zingaretti possono rappresentare un campo largo, il mio auspicio è che da questa assemblea esca un Pd unito". Così Carlo Calenda ai cronisti arrivando all'Ergife a Roma.

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