Giovedì, 19 Settembre 2019
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L'ANNUNCIO

Il ministro Bonafede: "Al primo Consiglio dei ministri la riforma della giustizia"

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Alfonso Bonafede

In tempi brevi, al primo Consiglio dei ministri «utile», il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede assicura che sarà approvata la riforma del processo civile. L’impegno stringente del Guardasigilli - messo 'nero su bianco' sul blog delle Stelle - fa seguito alla diffusione dei dati della Commissione europea sui tempi di smaltimento dei processi civili che venerdì hanno assegnato risultati da 'maglia nerà per il nostro Paese, in posizione di fanalino di coda. «Sono sempre stato a favore del confronto politico, anche franco e schietto: come ho già detto, anche in assenza di ulteriori incontri, al prossimo Cdm utile, potremo approvare la riforma per dimezzare i tempi del processo», provvedimento che, secondo Bonafede, «non è più rimandabile».

Scorrendo il risultati dello 'Scoreboard’di Bruxelles, il ministro li definisce «mali endemici della nostra Giustizia, per troppo tempo rimasta impantanata nella polemica politica. Noi, quei problemi - sostiene Bonafede - li stiamo risolvendo e ora dobbiamo procedere con la riforma del processo». «Abbiamo fatto investimenti senza precedenti nel personale, nell’edilizia e nella digitalizzazione. Avremo finalmente un processo moderno ed efficiente in tempi brevi. Siamo intervenuti con la legge Spazzacorrotti e altre leggi per ristabilire il principio della certezza della pena: oggi, chi sbaglia paga! E stiamo anche investendo sui percorsi rieducativi dei detenuti fondati sul lavoro. Adesso manca solo la riforma del processo», rileva il ministro.

«I testi sono pronti da tempo e sono il risultato dei tavoli tecnici tenuti al ministero con gli addetti ai lavori. Una riforma che, nel settore civile, proprio quello preso in considerazione dal rapporto della Commissione europea, punta a dimezzare i tempi dei processi introducendo importanti novità nello snellimento delle procedure» aggiunge ancora il Guardasigilli. Per Bonafede, «i cittadini e le imprese non possono più attendere. Non c'è più tempo da perdere».

L’Italia, tra i Paesi Ue, continua ad avere i tempi più lunghi per risolvere i casi di contenzioso civile, amministrativo e commerciale: in primo grado servono circa 399 giorni a fronte dei 22 necessari in Danimarca, 83 in Olanda, 258 in Spagna e 300 in Francia. Peggio di noi, c'è solo Cipro con 1.118 giorni, in base ai punteggi del 'pallottollierè Ue. Da un sondaggio di Eurobarometro è inoltre emerso che solo il 37% degli italiani ha una buona percezione dell’indipendenza della magistratura. Una situazione che si registra anche in Spagna, e che relega l’Italia nella parte bassa della graduatoria Ue. Percezioni positive più basse si trovano solo in Bulgaria, 34%; Slovacchia, 28%; e Croazia, 18%.

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