Venerdì, 30 Ottobre 2020
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LA CIRCOLARE

Fase 2, circolare del Viminale con le regole. Congiunti? "Relazioni durature e significative"

Il termine congiunti ricomprende «i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonchè le relazioni connotate da 'duratura e significativa comunanza di vita e di affetti'», come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014. Così il Viminale in una circolare ai
prefetti sulle misure da applicare a partire da domani. L’ambito a cui si riferisce l’espressione congiunti, viene spiegato nel documento, «può ricavarsi in modo sistematico dal quadro normativo e giurisprudenziale».

Riguardo alle prescrizioni sugli spostamenti, la valutazione dei casi concreti «dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento...che conduca ad un’applicazione coerente delle disposizioni contenute» nel Dpcm sulla Fase 2. Così il Viminale nella
circolare ai prefetti che invita a trovare il punto di equilibrio tra la salvaguardia della salute pubblica da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e "l'esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini».

«E' consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento", si legge nella circolare. Si apre così alla ripresa degli allenamenti per le squadre.

"Il Dpcm sulla fase 2 consente il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza ma una volta rientrati, «non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova», a meno che non ci siano «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute", prosegue la circolare.

"Le aziende non dovranno più inviare ai prefetti richieste di autorizzazione o la comunicazione preventiva per la ripresa delle attività produttive industriali e commerciali. Il sistema sulla verifica della sussistenza delle condizioni per la ripresa viene sostituito con un «regime di controlli sull'osservanza delle prescrizioni» contenuti nei protocolli in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Così una circolare inviata oggi dal Viminale ai prefetti sulle prescrizioni in vigore da domani e fino al 17 maggio.

«A fronte dell’esigenza di sostenere il riavvio del tessuto produttivo economico nazionale - indica la circolare - si pone l'imprescindibile necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori e di assicurare idonei livelli di protezione negli ambienti di lavoro». Per questi obiettivi sarà determinante attivare «un adeguato sistema di controlli, teso a verificare la puntuale osservanza delle prescrizioni poste a presidio delle
tutele e ad applicare le eventuali, relative sanzioni».

I prefetti vengono invitati a programmare specifici servizi di controllo. A questo fine potranno essere costituiti nuclei misti con l’apporto di vigili del fuoco, ispettorato del lavoro, comando carabinieri per la tutela del lavoro, Asl. «Per talune ipotesi di violazione delle misure», indica il provvedimento, è possibile disporre, già all’atto dell’accertamento, la chiusura dell’attività per una durata non superiore a 5 giorni. Riguardo alle attività sospese, l’obbligo della comunicazione al prefetto resta per consentire l’accesso ai locali aziendali per motivi di vigilanza, interventi di manutenzione, pulizia, spedizione e ricezione di beni. I prefetti vengono invitati a programmare specifici servizi di controllo. A questo fine potranno essere costituiti nuclei misti con l’apporto di vigili del fuoco, ispettorato del lavoro, comando carabinieri per la tutela del lavoro, Asl.

«Per talune ipotesi di violazione delle misure», indica il provvedimento, è possibile disporre, già all’atto dell’accertamento, la chiusura dell’attività per una durata non superiore a 5 giorni. Riguardo alle attività sospese, l’obbligo della comunicazione al prefetto resta per consentire l’accesso ai locali aziendali per motivi di vigilanza, interventi di manutenzione, pulizia, spedizione e ricezione di beni.

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