Lunedì, 28 Settembre 2020
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Scuola, il governo assicura: il 14 si torna in classe, ma i presidi sono preoccupati

Basta a polemiche e fibrillazioni, le famiglie possono stare tranquille: il 14 settembre suonerà la campanella nelle scuole e si tornerà in classe, in sicurezza. Il premier Giuseppe Conte è sceso in campo a Palazzo Chigi con i ministri della Scuola Lucia Azzolina, della Salute Roberto Speranza e dei Trasporti Paola De Micheli per mettere fine allo stillicidio di indiscrezioni, anticipazioni, smentite.

Il Governo, è il messaggio di Conte, ha fatto il massimo, «c'è stato un grande lavoro di squadra», e sono stati più di 7 i miliardi messi in campo finora. Il presidente del Consiglio si è detto «tranquillo di portare mio figlio a scuola, anzi gli comunicherò tutto l’entusiasmo di questo anno».

Oltre che alle famiglie, Conte si è rivolto anche agli studenti e agli insegnanti. Ai primi ha detto con sincerità che «sarebbe una bugia sostenere che dal 14 sarà tutto meglio di prima» ma pur «non potendo escludere che ci saranno difficoltà e che potrebbe scattare la quarantena dell’intera classe» li ha invitati ad affrontare fiduciosamente l’anno scolastico, che sarà «in presenza». Ai docenti ha ricordato che sono «un patrimonio inestimabile di competenza e responsabilità» ed ha assicurato che il governo «cercherà di valorizzare il loro ruolo. Se medici e infermieri - li ha esortati - sono stati i primi in trincea ora voi diventerete il punto di riferimento a cui tutta la società guarderà per proteggere i ragazzi per costruire il loro futuro professionale».

Anche alle opposizioni Conte ha lanciato un messaggio chiaro quando, rispondendo sul rimpasto ad un giornalista in conferenza stampa, ha replicato deciso «La risposta è no». «Sarebbe sbagliato - ha osservato- dire 'vi mettiamo alla prova', chi fa così cosa ha fatto negli negli anni scorsi?».

La ministra Azzolina ha ammesso che «ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci saranno difficoltà, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo» e che gli studenti senz'aula sono ad oggi 50 mila ma a giugno - ha sostenuto - erano 1 milione, per via del metro di distanza da rispettare. Dati alla mano, ha reso noto che 1 istituto su tre ha avuto almeno un intervento, sono state ricavate oltre 5.177 aule in più e sono state 4.812 quelle ampliate, per un totale di quasi 10 mila aule. Ha annunciato che nel week end verranno nominati 60 mila supplenti che non andranno in ruolo - ma alcuni diventeranno di ruolo superando il concorso previsto per l'autunno - e che altre 70 mila nomine verranno fatte successivamente dai dirigenti scolastici. Ha assicurato che si manterrà il tempo pieno, la refezione scolastica ("alle scuole è stata raccomandata la massima cura nel cercare e trovare apposite soluzioni, tutte quelle percorribili, pur di non sacrificare lo svolgimento di momenti di aggregazione così importanti nella crescita individuale"), i percorsi di alternanza scuola lavoro, la ricreazione, le attività sportive.

Sulla scuola, ha accusato la ministra che stamane era intervenuta anche alla Camera, c'è stata «una propaganda elettorale sconsiderata"; di qui l’appello a tenere la scuola "fuori la scuola dalle dispute elettorali» perchè «è da irresponsabili strumentalizzare l’educazione dei ragazzi per un pugno di voti».

La ministra De Micheli ha ricordato le linee guida concordate sul trasporto con scuolabus, pieni mai oltre l'80% e solo se il percorso sarà contenuto entro i 15 minuti. "L'Italia è un grande Paese, lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola», ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ma crescono le preoccupazioni dei dirigenti scolastici: il ritardo nell’arrivo dei banchi, i lavori non terminati in molte realtà per l’ampliamento degli spazi, la mancanza di personale - sia docenti, che bidelli e personale delle segreterie - fa sostenere a molti presidi che sarebbe opportuno rinviare l'apertura delle scuole. «Se le difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque: è opportuno dunque valutare la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali», ha fatto notare il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, il quale ha segnalato anche che «numerosi presidi ci stanno dicendo che le mascherine consegnate finora sono sufficienti solo per pochissimi giorni».

Ci sono anche dirigenti scolastici che chiedono in modo esplicito lo slittamento delle lezioni, decisione che tuttavia spetta agli Enti locali. E mentre si moltiplicano le notizie di studenti positivi - dal Trentino passando per il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e la Sardegna - le opposizioni attaccano: «Conte e Azzolina hanno fallito, da nord a sud si moltiplicano gli allarmi, i disguidi, i ritardi, le preoccupazioni», ha accusato Mariastella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che la mozione di sfiducia alla Azzolina verrà presentata la settimana prossima: «ce lo chiede il mondo della scuola».

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