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PNRR, deputati meridionali Pd: "Al Mezzogiorno una quota superiore al 34%"

"Il documento relativo alla ripartizione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)   è una bozza e il Presidente Conte ha dichiarato a più riprese che, in quanto bozza, essa sarà discussa ed eventualmente emendata, anche per effetto dell’interlocuzione con il Parlamento." Così, in una dichiarazione i deputati meridionali del Pd, di cui è prima firmataria Enza Bruno Bossio e sottoscritta, tra gli  altri, da Michele Bordo, Umberto Del Basso De Caro, Piero De Luca, Andrea Frailis , Marco Lacarra, Alberto Losacco, Gavino Manca, Carmelo Miceli, Romina Mura , Pietro Navarra , Ubaldo Pagano , Stefania Pezzopane, Fausto Raciti, Paolo Siani, Raffaele Topo Raffaele e Antonio Viscomi .
Per i deputati meridionali del Pd, anche  il Ministro Amendola si è espresso pubblicamente nella stessa direzione, sostenendo la centralità del Parlamento e il fondamentale ruolo di indirizzo sia della maggioranza che dell’opposizione. "Il voto favorevole della maggioranza e l'astensione costruttiva delle opposizioni alla relazione della Commissione Bilancio nella quale sono state indicate le priorità nell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund testimoniano il pieno coinvolgimento di tutti i gruppi parlamentari nell’indicazione delle linee di indirizzo per l’uso delle risorse".
Inoltre, nella Relazione si suggerisce di destinare al Mezzogiorno risorse del PNRR in misura anche maggiore rispetto a quanto previsto dalla clausola del 34%, in ragione del maggiore moltiplicatore della spesa per investimenti effettuata al Sud che non solo accelererebbe la velocità di convergenza all’interno del territorio nazionale nel lungo periodo, ma migliorerebbe anche la dinamica di convergenza dell’Italia verso il resto d’Europa. A questo proposito- scrivono ancora i deputati meridionali del Pd -  si invita il Governo ad “applicare, con eventuali aggiustamenti, il criterio di riparto tra i Paesi previsto per le sovvenzioni dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza (popolazione, PIL pro capite e tasso di disoccupazione) anche all’interno del nostro Paese (tra le regioni e le macro-aree), in modo da sostenere le aree economicamente svantaggiate”.
Nel ruolo di parlamentari eletti in rappresentanza dei territori del Mezzogiorno - aggiungono -  "desideriamo dare la più ampia diffusione di quanto da noi sostenuto, fiduciosi che il Governo prenderà in doverosa considerazione le indicazioni che provengono dal Parlamento, massima espressione della volontà popolare. Facendo nostro lo spirito dell’intervento promosso e condiviso dalle istituzioni europee, riteniamo doveroso - concludono-  tenere in debito conto i criteri di riparto che hanno determinato l’attribuzione degli 81 miliardi di finanziamenti a favore dell’Italia anche per la ripartizione delle risorse all’interno del nostro Paese. In considerazione del fatto che l’applicazione rigorosa del criterio distributivo che ha assegnato le risorse all’Italia determinerebbe per il Sud e le isole una porzione pari al 66% dei sussidi, chiediamo di stanziare al Mezzogiorno una quota rilevante dei finanziamenti al di sopra del 34%."

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