Domenica, 01 Agosto 2021
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Letta incontra Conte, ma nel Movimento 5 Stelle sono tanti i freni sull'alleanza
LE STRATEGIE

Letta incontra Conte, ma nel Movimento 5 Stelle sono tanti i freni sull'alleanza

Primo incontro di vertice tra il neo segretario del Pd e il futuro leader del M5s. Enrico Letta preme sull'acceleratore e, come promesso, annuncia l’intenzione di voler incontrare domani Giuseppe Conte, nel suo giro di pre-ricognizione per cercare di costruire un largo campo di alleanza alternativo al centro-destra in vista delle future sfide elettorali.

«Credo che il M5s diventerà una forza che si collegherà più stabilmente nel campo del centrosinistra» si augura il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini anche in vista delle amministrative autunnali e degli eventi che stanno toccando in questi giorni la giunta romana della Raggi.

Ma c'è di più: il segretario dem promette di lavorare affinché nei prossimi mesi possa realizzarsi a Bruxelles il passaggio dei 5 Stelle nel gruppo dei Socialisti e democratici S&D. «Ci siamo dati la scadenza di fine anno per valutare il loro ingresso" dice. E' un percorso, quello tra Pd e M5s, che non parte da zero ma che potrà ritrovare slancio proprio grazie alla nuova leadership pentastellata che, tuttavia, tarda ad arrivare.

I tempi per l'annuncio del nuovo progetto per il M5s firmato dall’ex premier, infatti, continuano a slittare: i parlamentari del Movimento ora guardano a dopo Pasqua sapendo tuttavia che la tempistica potrebbe ulteriormente slittare, anche a causa del protrarsi del braccio di ferro in corso tra il Movimento e l'associazione Rousseau.

Per essere nominato leader, Conte ha bisogno di un cambio di Statuto e di un voto sulla sua candidatura: entrambe le procedure al momento possono avvenire solo sulla piattaforma gestita da Davide Casaleggio. La via più veloce per risolvere la questione, dunque, passa per un’intesa ma al momento le due parti sono nel bel mezzo del contenzioso. Casaleggio reclama 450 mila euro di arretrati per fornire il "servizio». Conte, e con lui Beppe Grillo, non vogliono cedere ed hanno dalla loro i parlamentari.

La questione rischia quindi di finire a carte bollate, allungando in maniera indefinita i tempi della transizione. Il Movimento sostiene che Rousseau non avrebbe nulla da pretendere: «Il M5S non ha mai avuto un conto corrente, non ha mai avuto un’entrata, e quindi non può avere contratti giuridicamente vincolanti con chicchessia» chiarisce il ministro Stefano Patuanelli che si augura che a prevalere "sia il buon senso.

Anche se dalle ultime dichiarazioni, anche recenti, non mi sembra sia così'» dice alludendo all’ultimatum sullo sblocco degli arretrati fatto dal team di Rousseau. Insomma, se Conte dovrà occuparsi come prima cosa di portare in Tribunale Casaleggio, tutto il resto potrà avvenire solo a valle della soluzione del contenzioso.

Ma i tempi stringono: i parlamentari, congelati anche dall’embargo in tv chiesto da Grillo, scalpitano. E si legge anche in quest’ottica la "rifondazione" dell’associazione Parole Guerriere che diventa "Italia Più 2050": un think tank, come il precedente, che tuttavia punta a seguire il percorso «tracciato da Beppe Grillo per il M5s guidato da Giuseppe Conte».

All’iniziativa aderiscono una quarantina di parlamentari, pochi per poterlo considerare il nucleo della nuova forza guidata da Conte: ad ora è semplicemente, assicurano gli iscritti, uno spazio di discussione e formazione. Che tuttavia ha come obiettivo anche quello di organizzare una struttura capillare, «diffusa su tutto il territorio», ambizione della vecchia associazione Parole Guerriere, ma anche di Rousseau, che sull'organizzazione del territorio sta molto avanti, con eventi organizzati ormai settimanalmente.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook