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LA RIFLESSIONE

Vaccinazioni, Berlusconi: “Opporsi non è una libertà, serve essere più uniti a livello nazionale”

Crisi globale: "La gran parte dei Paesi democratici soffrano una crisi di classe dirigente e navighino nell’incertezza"
Sicilia, Politica
Silvio Berlusconi

"Quella che l’Italia e il mondo stanno attraversando sarà ricordata dagli storici del futuro come la prima grave crisi mondiale del 21esimo secolo, forse la prima in assoluto nella storia ad avere davvero caratteristiche globali". Si apre così la lettera che Silvio Berlusconi ha inviato al Corriere.it parlando degli sviluppi che il Covid-19 sta avendo sulla vita del mondo e delle ricadute negative sull'economia. "Anche le guerre che noi siamo abituati a chiamare 'mondiali' sono state soprattutto guerre europee (e - la seconda - dell’Estremo Oriente), non hanno toccato il continente americano, gran parte dell’Africa e molte regioni dell’Asia. Questa volta invece non c'è angolo del mondo, neppure il più remoto, che sia esente dalle conseguenze di un dramma sanitario che si è tradotto in un disastro economico dalle conseguenze anche umanitarie che potrebbero essere ancora più gravi. A ciò si aggiunge, a differenza del passato, l’assenza di chiare leadership di caratura internazionale. Si potrebbe dire che la gran parte dei Paesi democratici soffrano una crisi di classe dirigente e navighino nell’incertezza".

Il vaccino non si può imporre, ma...

"Ovviamente a nessuno si può imporre il vaccino, nonostante ogni evidenza lo consigli, ma chi decide di non vaccinarsi non può imporre le conseguenze della sua scelta agli altri e deve accettare le limitazioni che ne derivano, per la tutela della salute delle altre persone. Un po' come il divieto di fumo nei luoghi pubblici, che fu il nostro governo a volere (salvando migliaia di vite umane ogni anno): a nessuno è vietato di fumare, ma a nessuno è consentito infastidire o far ammalare gli altri fumando nei ristoranti, negli uffici o sui mezzi di trasporto. Per questo molto opportunamente Forza Italia chiede l’obbligo vaccinale in un settore delicato come la scuola, nel quale potrebbe essere in pericolo la possibilità stessa della ripresa della didattica in presenza, fondamentale per il processo formativo dei nostri ragazzi. Sui vaccini insomma sono necessari senso di responsabilità, unità nazionale, nessuna strumentalizzazione politica. Altrimenti - conclude Silvio Berlusconi - rischiamo di spegnere la luce che comincia a vedersi in fondo al tunnel".

No vax anche blasfemi

"La cosa che più mi rattrista - avendo dedicato tutta la mia vita a battaglie di libertà - sono le parole di chi fa dell’opposizione ai vaccini e al green pass, ma anche all’obbligo delle mascherine e del distanziamento, una questione di libertà. Come se quella di non vaccinarsi, di non adottare elementari cautele, fosse una scelta che non ha conseguenze sugli altri. Come se non esistesse, fra i diritti tipicamente liberali, quello all’integrità della persona, e quindi ad andare al ristorante, a prendere l’aereo, a partecipare ad uno spettacolo o a una manifestazione sportiva senza il rischio di essere contagiati. Nelle manifestazioni ho visto i No vax indossare la stella gialla, per paragonarsi agli ebrei perseguitati dai nazisti: un paragone non solo ridicolo, ma blasfemo verso la memoria della Shoah, la più grande tragedia del XX secolo" afferma il numero uno degli azzurri.

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