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Reddito di cittadinanza, taglio dell'assegno dopo il rifiuto di un'offerta di lavoro congrua

Più controlli e paletti. La manovra conferma la stretta sul Reddito di cittadinanza, con l’obiettivo da un lato di arginare gli abusi e le irregolarità, dall’altro di legarlo in maniera più efficace all’occupazione e all’inclusione sociale. Così, se chi percepisce il Reddito, avendo la possibilità di lavorare (tra i cosiddetti soggetti occupabili), rifiuta una offerta di lavoro congrua vedrà scattare un decalage mensile. Dopo il secondo rifiuto ci sarà la revoca del beneficio. La novità è stata confermata nella riunione a Palazzo Chigi del premier Mario Draghi con i ministri del Lavoro, Andrea Orlando, delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e della Pa, Renato Brunetta. Il taglio dell’assegno sarà quindi legato al sì o no rispetto all’offerta di lavoro e non sarà automatico. Ma prima di procedere entrerà in gioco anche un meccanismo di verifica per accertare che il beneficiario abbia effettivamente ricevuto e nel caso rifiutato l'offerta di lavoro, oltre ai meccanismi per facilitare l'incontro tra domanda e offerta.

Reddito di cittadinanza più generoso per le famiglie numerose e meno per i single

Il nuovo reddito di cittadinanza dovrebbe essere più generoso per le famiglie numerose e meno per i single: è quanto propone il Comitato scientifico sul Rdc che chiede di «ridurre la soglia di partenza per i nuclei di una persona da 6000 a 5400 euro» e di «differenziare il contributo per l’affitto in base alla dimensione del nucleo familiare, riducendolo per i nuclei di una sola persona e incrementandolo progressivamente al crescere del numero dei componenti». La soglia complessiva che ora è 2,1 con 1 per il primo componente diventa 2,8 con i minori equiparati agli adulti con un valore, dopo il primo che vale 1, di 0,4.

Ridurre a 5 anni la residenza minima per stranieri

Introdurre un requisito di durata minima di residenza per il reddito di cittadinanza"è ragionevole. Ma imporre un intero decennio di attesa come soglia minima significa lasciare senza aiuto famiglie e individui, inclusi minorenni, in condizioni di grave disagio, con il rischio che la loro situazione peggiori in modo irreversibile laddove un aiuto più tempestivo potrebbe prevenire l’avvio di traiettorie verso l’esclusione sociale, quando non la devianza». Lo scrive il Comitato scientifico sul reddito di cittadinanza proponendo di «portare il periodo di residenza in Italia necessario per ricevere il Reddito di Cittadinanza a 5 anni".

Comitato: sì al cumulo parte di reddito da lavoro

«Oggi, a un percettore del RdC lavorare non conviene». Lo scrive il Comitato scientifico per la valutazione dle reddito di cittadinanza, sottolineando che se il reddito da lavoro di un beneficiario di RdC aumenta di 100 euro, l’ammontare della misura diminuisce di 80: il guadagno netto è solo di 20 euro. «Di fatto, è come prevedere una tassazione dell’80% sul nuovo reddito». Secondo il Comitato, si tratta, invece, di «consentire il cumulo tra il RdC e una percentuale significativa dell’eventuale nuovo reddito da lavoro, al fine di renderne conveniente la ricerca. Bisogna, altresì, prevedere tale modalità anche per gli utenti del RdC che già lavorano, così da evitare ingiustificate differenze tra poveri». La proposta del Comitato è, nella determinazione del reddito ai fini del calcolo dell’importo del RDC, di considerare, per chi inizia a lavorare o è già occupato, il reddito da lavoro solo per il 60%, senza limiti di tempo, ma fino a quando viene raggiunto il reddito esente da imposizione fiscale (nel 2021, 8174 euro per i redditi da lavoro dipendente e 4800 per i lavoratori autonomi), considerando al 100% la parte eccedente tale soglia.

Dieci le proposte per migliorare la misura

Il reddito di cittadinanza è uno strumento indispensabile, ma con alcune criticità. Parte da questo assunto la Relazione del Comitato Scientifico per la valutazione del Reddito di Cittadinanza, voluto dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. Dieci le proposte per migliorare la misura.

La prima, per non discriminare i cittadini stranieri, si suggerisce di portare il periodo di residenza in Italia necessario per ricevere il Reddito di Cittadinanza a 5 anni.

 La seconda riguarda la scala di equivalenza che «penalizza, senza alcun motivo, le famiglie con minori e/o numerose rispetto a quelle di piccole dimensioni e di soli adulti": il Comitato indica di ridurre la soglia di partenza per i nuclei di una persona da 6.000 a 5.400 euro; equiparare, nella scala di equivalenza, i minorenni agli adulti, attribuendo a tutti, dal secondo componente la famiglia in su, il coefficiente 0,4; portare il valore massimo della scala di equivalenza a 2,8 (2,9 in presenza di persone con disabilità); in caso di decadenza dal diritto al beneficio a causa di non ottemperanza agli obblighi da parte di un componente della famiglia, la decadenza valga solo per questi, quindi per la sua quota, non per l’intero nucleo.

Per promuovere le assunzioni dei percettori di Rdc il Comitato propone di estendere l’attuale incentivo alle imprese che assumono i beneficiari del RdC anche nel caso di: i) assunzioni con contratto a tempo indeterminato con orario parziale, ii) assunzioni con contratto a tempo determinato, purchè con orario pieno e di durata almeno annuale; sospendere, almeno temporaneamente in attesa che il meccanismo divenga più fluido ed efficiente, il requisito della presenza dell’offerta di lavoro sulla piattaforma.

Al fine di rafforzare i patti per l’inclusione e l’attuazione dei progetti di utilità collettiva, viene chiesto, di rafforzare e formare adeguatamente l’organico dei servizi sociali comunali, e di definire meglio un sistema di governance molto complesso, che vede interagire soggetti diversi - pubblici, di terso settore, privati - oltre a valutare se utilizzare criteri di priorità generali e rigidi per coinvolgere i beneficiari nei PUC (i componenti adulti della famiglia più giovani) sia il modo più adeguato per far funzionare i progetti e per rafforzare le capacità delle persone.
Infine, per superare le distorsioni nell’utilizzo del Reddito, il Comitato propone di abolire l’obbligo di spendere l’intero contributo economico entro una scadenza predefinita e di ridurre i vincoli sull'utilizzo.

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