Giovedì, 19 Maggio 2022
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CONFERENZA STAMPA

Draghi a Bruxelles: "15 miliardi di gas dagli Usa per l'Europa. Cerco la pace, parlerò con Putin"

"Per maggio avremo anche una proposta della commissione sulla possibilità di spacchettare la formazione del prezzo dell'energia elettrica da quella del gas, altro aspetto per cui bisogna aspettare un rapporto del regolatore europeo". Così il premier Mario Draghi al termine del Consiglio europeo per dare risposte alla crisi energetica esacerbata dalla guerra in Ucraina.

Ci saranno "15 miliardi di metri cubi gas liquido dagli Usa per l'Europa" e la Snam acquisterà 2 rigassificatori, ha fatto sapere Draghi. "Contiamo di essere in grado di assorbire la nostra quota" di gas che ci viene offerta dagli Usa. "Oggi abbiamo in funzione tre rigassificatori. La disposizione del ministro Cingolani alla Snam è ora di acquistare altri due rigassificatori galleggianti", ha aggiunto. "Si ha la sensazione che i progressi siano molto rapidi, entro un paio di settimane potremo presentare un piano di rigassificazione dettagliato".

"Tetto ai prezzi. Presto proposta della Commissione per spacchettare la formazione del prezzo dell'energia da quello del gas"

"Per maggio avremo una proposta della Commissione europea sulla possibilità, quindi non è detto che ci sia la possibilità, di spacchettare la formazione del prezzo dell'energia elettrica da quello del gas. Che è un altro aspetto per il quale bisogna aspettare un rapporto del regolatore europeo". "Il gas liquido si può comprare ovunque, quindi uno non è agganciato alla produzione russa, mentre il gas viene con i tubi. L'idea di mettere un tetto ai prezzi, segue lo stesso ragionamento dall'altra parte. Si può mettere perché il fornitore ha solo un cliente, quello che sta dall'altra parte del tubo, cioè l'Europa, che per inciso è il più grosso acquirente di gas naturale del mondo quindi ha un forte potere di mercato. Per questo la presidente von der Leyen ha proposto la possibilità di acquisti congiunti che vengono coordinati dalla commissione europea".

Sui rigassificatori

"La questione importante è vedere se noi disponiamo dei rigassificatori: noi oggi ne abbiamo in funzione tre, di cui uno molto grande. La disposizione che è stata data l'altro ieri a Cingolani e trasmessa alla Snam è di acquistare altri due rigassificatori, sono navi galleggianti e non sul terreno per i quali ci vorrebbe più tempo".

"Vogliamo la pace"

"Ho visto le parole del Santo padre, a cui vorrei esprimere la mia personale gratitudine e del governo. Vorrei ribadire che noi stiamo cercando la pace, io la sto cercando, veramente, gli altri leader europei, francesi e tedeschi in particolare, la stanno cercando. Hanno avuto, e avrò anche io, colloqui con Putin. Questa è la prima importante cosa da tenere a mente. Non siamo in guerra perché si segue un destino bellico. Si vuole la pace innanzitutto".

"Si è deciso che la Commissione europea discuterà con gli stakeholder, le grandi società petrolifere ed elettriche, di distribuzione e anche altre, e ci sarà un consiglio dei ministri dell'Energia che parteciperà a questa discussione". "Sono stati due giorni molto importanti. Ieri, prima il Consiglio Nato, il G7 e il consiglio europeo", ha detto il presidente del consiglio. "Sono stati fatti dei passi avanti verso decisioni da prendere insieme in un momento molto difficile".

La politica oggi deve parlare del presente e del domani: la politica che vuole la pace e il bene del paese deve stare unita e seguire la posizione degli alleati che non hanno alcun dubbio sulla nostra posizione. Non dobbiamo perderci in recriminazioni e guardare avanti. Poi i conti si fanno con la coscienza e con il proprio elettorato". "Il 2% è un impegno preso dal governo sedici anni fa e sempre confermato, senza grandi discussioni. Ora è tornato alla ribalta, perché più urgente, è venuta l'esigenza di iniziare a riarmarci. Che significa diverse cose, per l'Italia tutto ciò avviene all'interno della difesa europea, che è fondamentale per l'integrazione politica, perché la garanzia di una difesa europea è la garanzia che non ci faremo più la guerra".

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