Domenica, 03 Luglio 2022
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IL CASO

Verona: la Lega scrive al "capofamiglia". Il Pd: "Indietro di 50 anni"

Una lettera nella cassetta della posta per invitare a votare a sindaco di Verona Federico Sboarina, primo cittadino uscente sostenuto da Lega e FdI. Missiva inirizzata esplicitamente al "capofamiglia". Episodio che accende la polemica, con il Pd che attacca: «Sono indietro di 50 anni».

Una lettera nella cassetta della posta per invitare a votare a sindaco di Verona Federico Sboarina, primo cittadino uscente sostenuto da Lega e FdI. Missiva inirizzata esplicitamente al "capofamiglia". Episodio che accende la polemica, con il Pd che attacca: «Sono indietro di 50 anni».

A riferire l’accaduto è Federico Benini, capogruppo del Pd in consiglio comunale che, sulla sua pagina facebook, posta la foto della lettera, con cerchiato in rosso il destinatario: «Alla cortese attenzione del Capofamiglia», si legge. «La Lega e Sboarina ancora una volta dimostrano di essere indietro di 50 anni rispetto alla storia. Stanno arrivando a casa dei veronesi delle lettere indirizzate al "capofamiglia", figura che non esiste più dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia che abroga tale termine.

Ma evidentemente la Lega e Sboarina non lo sanno e preferiscono indirizzare le lettere al "capofamiglia", appunto, che fino al 1975 era l’uomo, al quale venivano riconosciuti giuridicamente e socialmente autorità sugli altri membri. Sperano così che sia il marito che detta la linea politica alla moglie, come se le donne non avessero capacità di intendere e di volere», spiega l’esponente dem. «Ancora una volta la Lega e Sboarina umiliano la figura della donna. Se si tratta di un errore (ma dubito) è il caso che il Sindaco uscente chieda scusa e prenda le distanze da questo modo misogino di fare politica, per il quale è stato sbeffeggiato già da mezza Italia con le nomine solo maschili nel cda di Verona Fiere», conclude.

Lega Verona: nessun caso "capofamiglia", attacchi sul nulla

Non c'è alcuna questione "capofamiglia», ma solo una «sinistra parolaia e azzeccagarbugli» che «a corto di argomenti attacca sul nulla». Lo sottolinea in una nota della segreteria della Lega di Verona in merito alla lettera inviata per presentare la squadra ed il programma che, secondo le accuse, si sarebbe rivolta ai "capifamiglia". Niente di tutto ciò, viene precisato, bensì un’apertura con "la locuzione chiarissima «cara veronese, caro veronese». «Noi - spiegano dalla Lega del capoluogo scaligero - siamo impegnati in maniera concreta per migliorare la vita di tutte le cittadine ed i cittadini di Verona mentre la sinistra cerca solo polemiche. Se la sinistra parolaia ancora una volta si rifugia in questioni da azzeccagarbugli e scatena una polemica sul nulla - viene aggiunto - vuol dire che sa di non essere competitiva rispetto ai punti del Programma che abbiamo inviato a tutte le cittadine ed i cittadini di Verona».

«Sollevano un ennesimo polverone a sproposito - insistono - per distogliere l’attenzione dalle azioni che metteremo in campo con il rinnovo dell’attuale Amministrazione e che nascono da un lavoro di ascolto della Cittadinanza durato mesi: Sicurezza, Decoro urbano, Ordine nei quartieri, Sostegni a famiglie e imprese». Si tratta, viene ancora sottolineato - di «tutte questioni fondamentali per la Lega, che abbiamo messo nero su bianco nella Lettera inviata alle cittadine ed ai cittadini di Verona in cui presentiamo la nostra squadra per le Amministrative imminenti e ribadiamo i punti chiave del nostro Programma; una Lettera che si apre in maniera chiarissima con la locuzione «Cara Veronese, caro Veronese». Tutto il resto si commenta da sé». «Le polemiche della sinistra che accusa la Lega di essere retrograda per la parola «capofamiglia», non indicata da noi ma apposta sulla busta dalla società che si occupata dalla distribuzione e che è a tutt'oggi utilizzata anche da ISTAT, dimostrano che sono completamente lontani dai bisogni delle persone che alla politica chiedono risposte concrete ai loro problemi e bisogni e non dispute lessicali», concludono.

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