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IL DIBATTITO

Germania: da ottobre il salario minimo sale a 12 euro. E in Italia?

Il salario minimo tedesco sale a 12 euro all’ora dagli attuali 9,82 euro, da ottobre: l’approvazione definitiva è arrivata oggi dal Bundesrat, la camera alta, dopo che il Bundestag lo aveva già approvato nei giorni scorsi.

Il salario minimo tedesco sale a 12 euro all’ora dagli attuali 9,82 euro, da ottobre: l’approvazione definitiva è arrivata oggi dal Bundesrat, la camera alta, dopo che il Bundestag lo aveva già approvato nei giorni scorsi. Come si legge sulla stampa tedesca, dell’aumento, secondo il governo federale, beneficeranno più di sei milioni di persone in Germania. La notizia ha acceso ancora di più il dibattito sul salario minimo in Italia.

Letta: sfruttare il lavoro non è competitività

«La questione del salario minimo non ha niente a che vedere con la competitività delle imprese. Pagare un lavoratore tre o quattro euro l’ora significa solo sfruttare il lavoratore». Lo ha detto Enrico Letta a Lodi, dove si trova per sostenere la campagna elettorale di Andrea Furegato, candidato sindaco.

Tajani: serve contrattazione nazionale

«Credo che un salario minimo per legge non sia la soluzione. Un salario invece che sia frutto di una contrattazione tra sindacati e datore di lavoro è uno stipendio che può essere più ricco di quello che viene fissato per legge. Ha ragione Brunetta: non si tratta di tutelare solo chi è sottopagato, quello va fatto, si possono applicare i contratti nazionali anche con un decreto del governo ai sottopagati, ma serve una contrattazione nazionale perchè a noi interessano 22 milioni di lavoratori». Così Antonio Tajani, Coordinatore Nazionale di Forza Italia e Vicepresidente del PPE, ad Agorà.

Meloni: il salario minimo è specchietto delle allodole

«Il salario minimo rischia di essere uno specchietto per le allodole: c'è il tema ma bisogna accogliere le nostre proposte a partire dal taglio del cuneo fiscale». Lo afferma la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ai microfoni del Tg2. «Il reddito di cittadinanza va cancellato: serve strumento solo per chi non può lavorare», aggiunge.

Brunetta: non serve legge, c'è contrattazione

«In Italia la contrattazione è molto superiore all’80% quindi il problema non si pone in Italia. Non è che non ci sia il problema, ma non serve una soluzione per legge perchè abbiamo già uno strumento di mercato, che è la contrattazione e in questo contesto una definizione statalista, di legge, rischia di produrre più effetti negativi che positivi». L’ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta parlando di salario minimo a margine di un appuntamento elettorale a Padova. «Credo che sia opportuno che le parti sociali e i partiti ne discutano - ha proseguito ma si superi il paradigma 'o per legge o nullà: non ha alcun significato e chi ne parla non sa cosa dice».

Della Vedova: ok ma alzare anche stipendi medi

«Il salario minimo, se fatto bene, può servire. Ma  noi dobbiamo preoccuparci di alzare gli stipendi medi con più innovazione e ricerca, con le riforme del governo Draghi come quella sulla concorrenza. Dobbiamo avere più produttività». Lo afferma il segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Calenda: ok ma con criteri trasparenti

Sul salario minimo «io sono d’accordo, ma deve essere fissato con criteri trasparenti da una commissione indipendente che lo decida su basi oggettive e non per fare campagna elettorale». A dirlo è il segretario di Azione Carlo Calenda arrivando al Salone del Mobile. «Il rischio mortale - ha aggiunto - è che il M5s, il Pd e altri si mettano a dire che il salario minimo è di 9, 15 o 25 euro, provocando poi una disoccupazione di massa».

Matrisciano: partiti si assumano responsabilità

«Dopo il sì del Bundestag, adesso in Germania l’aumento a 12 euro l’ora del salario minimo ha ricevuto il via libera definitivo del Bundesrat. Prosegue quindi la scia di eventi che tracciano un percorso necessario anche per l’Italia, che ancora ne aspetta l’introduzione». Lo afferma Susy Matrisciano (M5s), presidente della Commissione lavoro del Senato. «Pochi giorni fa si è raggiunta l’intesa sulla bozza di direttiva europea sul salario minimo. Nei mesi precedenti è andato consolidandosi il dibattito internazionale non solo politico, ma anche economico sull'importanza della misura, culminato con il riconoscimento del Nobel per l’economia a David Card, i cui studi hanno dimostrato che il salario minimo non produce disoccupazione. Tutti i tasselli di questo percorso, e sono tanti, mettono definitivamente le forze politiche italiane davanti a una non più rinviabile assunzione di responsabilità. Il MoVimento 5 Stelle c'è, e c'è sempre stato, con una proposta in Senato di introduzione del salario minimo pronta per essere approvata. Il tempo è scaduto e milioni di lavoratori italiani non possono più aspettare», conclude.

Fratoianni: maggioranza incapace fare buona legge

«Come denunciamo da tempo i salari non solo sono fermi da decenni ma in Italia sono pure andati indietro, ci sono milioni di lavoratori poveri, che lavorano ma quel salario che ottengono dal loro lavoro non è sufficiente a consentirgli una condizione di vita dignitosa. Ed è per questo che mi auguro che in questo fine legislatura si possa vedere una legge. Se dovessi però scommettere temo che questa maggioranza e questo governo non siano in condizioni di produrre una buona legge sul salario minimo». Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni a Mattino24 su Rainews. «Noi abbiamo depositato in Parlamento una proposta di legge che prevede una cosa molto semplice: il salario minimo sia fissato nella misura definita dai contratti collettivi nazionali di lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. E questo per garantire il ruolo della contrattazione sindacale, che dovrebbe anche rispondere alle obiezioni che fa Calenda, che pensa sempre che tutto quello che non dice lui sia retorica ma volte occorrerebbe anche un pochino di umiltà in certi esponenti politici. Una proposta che stabilisce che comunque il salario minimo non possa essere in nessun caso inferiore a 10 lorde e che significa che dove la contrattazione non arriva o dove la contrattazione collettiva è più debole e fragile comunque c'è un minimo legale dignitoso. Ecco io penso che da qui si debba partire».

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