Mercoledì, 10 Agosto 2022
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VERSO IL VOTO

Conte, aperti alle componenti della società civile. Grillo: "Stringiamoci a coorte". D'Incà lascia il M5S

Definisce l’alleanza Salvini, Meloni e Berlusconi un «campo dei miracoli» contro cui si batterà, mentre nel campo largo prefigura «nasi lunghi, visto che è difficile mantenersi credibili se, su ogni tema, le ricette di Calenda, Letta, Renzi, Speranza e Gelmini risultano del tutto contrastanti tra loro». Così in un’intervista a 'Il Fatto Quotidiano', il leader del M5S, Giuseppe Conte sulle elezioni e sul presunto diktat di Grillo sul secondo mandato.

Ha vinto lui? "Non è così. Grillo ha sempre espresso la sua opinione, consapevole che la decisione sulla votazione o meno degli iscritti spettava a me - sottolinea - abbiamo sempre ragionato assieme anche su eventuali deroghe alla regola per salvaguardare l'esperienza di alcuni portavoce». Poi aggiunge: «Pubblicamente avevo aperto alla possibilità di una consultazione in Rete degli iscritti - dice - ma con la crisi di governo il quadro è cambiato: non sarebbe stato serio ridiscutere la regola in prossimità del voto. Non ci sarebbero la serenità e l'obiettività necessarie».

Conte poi ribadisce che «la deroga solo per alcuni rischiava di innescare una logica da 'fedelissimi di Conte', mentre io voglio fedelissimi del M5S». Il leder 5Stelle assicura che i veterani «hanno confermato di voler far politica anche senza avere uno scranno - sottolinea - troveremo il modo di avvalerci delle loro competenze». A chi dice che sarà il Mélenchon italiano risponde: «Non proveremo a recitare parti per compiacere l’elettorato». E parlando di alleanze assicura: «Noi non saremo da soli, ma ci apriremo a tutte le componenti sane della società civile». Michele Santoro? «Avremo delle illustri personalità che nei rispettivi campi di attività hanno dimostrato di avere piena consonanza con le battaglie del M5S».

Anche D'Incà lascia, divergenze insanabili

«Ho riflettuto molto in questi giorni sulle motivazioni e le conseguenze della caduta del Governo Draghi e non posso che prendere atto delle insanabili divergenze tra il mio percorso e quello assunto nelle ultime settimane dal Movimento 5 Stelle, che oggi lascio». Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà ricordando che aveva «spiegato nelle sedi opportune e anche pubblicamente i rischi ai quali avremmo esposto il Paese in caso di un non voto di fiducia nei confronti del Governo Draghi. Una decisione a mio giudizio irresponsabile che non ho condiviso e che ho cercato di evitare fino all’ultimo».

Grillo, onore a chi ha servito con altruismo

«Compiangiamo chi di noi è caduto e non ha resistito al contagio» degli zombie. «Ma soprattutto ringraziamo chi di noi ha combattuto e combatte ancora. Per alcuni è il tempo di farlo con la forza della precarietà, perché solo così potremo vincere contro gli zombie, di cui Roma è schiava. Onore a chi ha servito con coraggio e altruismo, auguri a chi prosegue il suo cammino! Stringiamoci a coorte! L’Italia ci sta chiamando».

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