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Giorgia Meloni verso il voto di fiducia. Ecco i numeri della maggioranza in Parlamento

La coalizione di centrodestra ha la maggioranza assoluta sia al Senato che alla Camera. Ma con la composizione della squadra di governo, la forchetta tra maggioranza e opposizione, pur restando ampia, si assottiglia al Senato. Sono infatti stati nominati ministri ben 9 senatori: Elisabetta Casellati, Matteo Salvini, Anna Maria Bernini, Luca Ciriani, Adolfo Urso, Roberto Calderoli, Nello Musumeci, Daniela Santanchè e Paolo Zangrillo. E bisogna ancora attendere la partita sui viceministri e i sottosegretari, che potrebbero provenire anch’essi dalle fila degli eletti a palazzo Madama. La maggioranza di centrodestra al Senato può contare sulla carta su 116 voti, che in realtà scendono a 115 in quanto va escluso il presidente Ignazio La Russa, che non vota. Dunque, nelle votazioni giornaliere, la maggioranza si restringe fino a quota 106 voti. E’ infatti noto che i ministri, salvo per votazioni importanti, risultano spesso assenti giustificati, ovvero in missione e quindi non partecipano, per cause di forza maggiore legate all’attività di governo, a tutte le sedute dell’Aula (ma anche a quelle delle commissioni, dove gli equilibri numerici sono ancor più sottili). La maggioranza assoluta al Senato è pari a 104 (ai 200 senatori eletti vanno infatti aggiunti i 6 senatori a vita, che entrano nel computo della maggioranza assoluta). Lo scarto per la maggioranza di centrodestra è quindi di due voti. Ma pur assottigliandosi la forchetta, la distanza numerica tra maggioranza e opposizione resta ampia: 29 voti di scarto (che si riducono a 20 non computando i 9 ministri). Le opposizioni, infatti, sommate insieme, sulla carta, dispongono di 86 voti (escludendo i 6 senatori a vita). In definitiva, i numeri più ristretti al Senato diventeranno determinanti solo in occasione dei voti in cui è richiesta la maggioranza assoluta. Semmai, saranno da blindare gli equilibri nelle commissioni, dove è più facile che si incappi in un incidente numerico anche durante l’ordinaria amministrazione

Alla Camera, invece, i deputati che hanno ottenuto un upgrade e sono entrati nel governo sono in tutto 6 (Antonio Tajani, Raffaele Fitto, Eugenia Roccella, Pichetto Fratin, Francesco Lollobrigida). La maggioranza può contare su 237 voti, che scendono di una unità (236) perchè il presidente, Lorenzo Fontana, non vota. A Montecitorio la maggioranza assoluta è pari a 201, quindi il centrodestra ha 35 voti in più. Lo scarto con le opposizioni è di 76 voti: le forze di minoranza, nel loro insieme, possono infatti contare su 160 voti.

I numeri al Senato

Maggioranza a quota 116 (ma i numeri scendono a 115 perchè il presidente non vota) - FdI: 63 senatori; Lega: 29 senatori; Forza Italia: 18 senatori; Civ.Noi Moderati: 6 senatori. Opposizioni a quota 86 (esclusi dal computo i 6 senatori a vita) - M5s: 28 senatori; Pd: 38 senatori; Azione-Iv: 9 senatori; Autonomie: 5 senatori (il gruppo è composto da 7 iscritti, ma 3 sono senatori a vita); Misto: 4 senatori (il gruppo è composto da 7 componenti, ma 3 sono senatori a vita).

I numeri alla Camera

Maggioranza a quota 237 (ma scende a 236 in quanto il presidente non vota) - FdI: 118 deputati; Lega: 65 deputati (non si calcola il presidente Fontana); FI: 44 deputati; Noi Moderati: 9 deputati. L’opposizione, sulla carta, ha a disposizione 160 parlamentari - Azione-Iv: 21 deputati; M5s: 52 deputati; Pd: 69 deputati; Più Europa: 3 deputati; Verdi-Sinistra: 12 deputati; Minoranze: 3 deputati.

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