Domenica, 29 Gennaio 2023
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LA FIDUCIA AL GOVERNO

Navi, pantheon femminile, fascismo e ananas. Il discorso di Giorgia Meloni in pillole

La nave Italia come la Vespucci. Una stoccata dal sapore ironico come quella sugli attacchi per l’ananas "vittima" della sovranità alimentare. Un tributo di ben altro profilo, approfondito, e soprattutto bipartisan, a tutte le donne, in politica e no, attuali e nella storia, ,più o meno recente, che con l’esempio e l’azione hanno costruito la scala che ha portato un’altra donna a rompere il famigerato «tetto di cristallo», e ad arrivare a Palazzo Chigi. Sono solo alcuni dei passaggi salienti del discorso per la fiducia alla Camera tenuto oggi da Giorgia Meloni, denso ovviamente di passaggi di interesse come un testo del genere può e deve esssere.

Li passiamo in rassegna sinteticamente, punto per punto. Saltandone magari anche la successione temporale, come merita ad esempio quello su fascismo e totalitarismi.

FASCISMO

Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea, nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso».

LEGGI RAZZIALI

«Ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del '900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. E l’orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini».

FIDUCIA

«Sono intervenuta molte volte in quest’aula, da deputato e da ministro», con «un sentimento di emozione e di profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi che mi rivolgo a voi da Presidente del Consiglio. E’ una grande responsabilità per chi quella fiducia deve meritarsela e per chi deve concederla. Sono i momenti fondamentali della nostra democrazia alla quale non dobbiamo mai mai assuefarci».

DRAGHI

Meloni lo ringrazia per il suo operato «a livello nazionale e internazionale» e perchè «ha offerto tutta la sua disponibilità nel passaggio di consegne, veloce e sereno anche se per ironia della sorte a un governo guidato dall’unico partito di opposizione a quello da lui presieduto. Si è molto ricamato su questo aspetto ma non c'è nulla di strano. Così dovrebe essere sempre, cosi è nelle grandi democrazie».

 GOVERNO POLITICO

«Il mio ringraziamento va al popolo italiano, con il rammarico per i tantissimi che hanno rinunciato al voto, cittadini che ritengono inutile il loro voto perchè tanto poi si decide nei palazzi o nei circoli esclusivi. Noi oggi interrompiamo questa grande anomalia italiana, dando vita a un governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare».

VIGILANZA

«Possono spendere meglio il loro tempo. Faremo sentire la nostra voce senza mi auguro un concorso esterno. Chi parla di 'vigilanzà manca di rispetto non a me ma al popolo italiano che non ha lezione da prendere».

UCRAINA

«La libertà ha un costo, l’Italia continuerà ad essere partener del valoroso popolo ucraino che si oppone all’aggressione della Russia» non soltanto «perchè non possiamo accettare la guerra ma anche perchè è il modo migliore di fare il nostro interesse nazionale».

 ENERGIA

«La guerra ha aggravato la situazione già molto difficile causata dagli aumenti del costo dell’energia e dei carburanti. Costi insostenibili per molte imprese, che potrebbero essere costrette a chiudere e a licenziare i propri lavoratori, e per milioni di famiglie che già oggi non sono più in grado di fare fronte al rincaro delle bollette. Ma sbaglia chi crede sia possibile barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra tranquillità. Cedere al ricatto di Putin sull'energia non risolverebbe il problema, lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell’energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi».

MATTARELLA

«Un sincero ringraziamento va al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel dare seguito all’indicazione chiaramente espressa dagli italiani lo scorso 25 settembre, non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli».

 ITALIA-VESPUCCI

«Siamo nel pieno di una tempesta, con un’imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata. Eravamo consapevoli di quello che ci aspettava, come lo sono tutte le altre forze politiche, anche quelle che governando negli ultimi dieci anni hanno portato un peggioramento di tutti i principali fondamentali macroeconomici, e oggi diranno che hanno le ricette risolutive e sono pronte a imputare al nuovo governo, magari con il supporto di mezzi d’informazione schierati, le difficoltà che l’Italia affronta». «Sappiamo che la nostra imbarcazione, l’Italia, con tutte le sue ammaccature, rimane 'la nave più bella mondò, per riprendere la celebre espressione usata dalla portaerei americana Independence quando incrociò la nave scuola italiana Amerigo Vespucci. Una imbarcazione solida, alla quale nessuna meta è preclusa, se solo decide di riprendere il viaggio. Allora noi siamo qui per ricucire le vele strappate, fissare le assi dello scafo e superare le onde che si infrangono su di noi. Con la bussola delle nostre convinzioni a indicarci la rotta verso la meta prescelta, e con un equipaggio capace di svolgere al meglio i propri compiti».

PANTHEON AL FEMMINILE

«Tra i tanti pesi che sento gravare sulle mie spalle oggi non può non esserci anche quello di essere la prima donna a capo del governo in questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto, mi trovo inevitabilmente a pensare alla responsabilità che ho nei confronti di tutte quelle donne che in questo momento affrontano difficoltà per affermare il proprio talento o, più banalmente, il diritto a vedere apprezzati i loro sacrifici quotidiani. Ma penso anche con riverenza a coloro che hanno costruito con le assi del loro esempio la scala che oggi consente a me di salire e di rompere il pesante tetto di cristallo che sta sulle nostre teste». Giorgia Meloni dedica questo passaggio alla sua esperienza di prima donna presidente del Consiglio. E allora, Meloni enuncia un pantheon bipartisan, al femminile, quello di «donne che hanno osato, per impeto, per ragione, o per amore», declinato in Aula con i soli nomi di battesimo ma qui accompagnati dai cognomi, per quanto alcuni siano facilmente intuibili: «Come Cristina Trivulzio di Belgioioso, elegante organizzatrice di salotti e barricate. O come Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia. Come Alfonsina Strada, che pedalò forte contro il vento del pregiudizio. Come Maria Montessori o Grazia Deledda che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell’istruzione alle bambine di tutto il Paese. E poi Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Fabiola Giannotti, Marta Cartabia, Elisabetta Casellati, Samantha Cristoforetti, Chiara Corbella Petrillo». A loro Meloni dice «grazie per avere dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io».

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