Giovedì, 09 Febbraio 2023
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IL DIALOGO

Caro carburante: terminato il tavolo governo-benzinai, sciopero congelato

Giorgetti: 'Il governo monitorerà attentamente il livello dei prezzi'. La nota dei sindacati dei gestori: '"Per porre fine a questa 'ondata di fango' contro una categoria di onesti lavoratori'

È terminata, a Palazzo Chigi, la riunione tra governo e associazioni di categoria dei benzinai. Ora il confronto in Sala Verde prosegue con i rappresentanti dei produttori di carburanti e delle reti di distribuzione. Per il governo, al tavolo sono presenti il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, quello delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Il governo assicura l'avvio di un confronto con il settore dei distributori di benzina, che inizierà con un tavolo tecnico martedì 17. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Tre le sigle presenti: Faib, Fegica e Figisc/Anisa, che avevano annunciato uno sciopero il 25 e 26 gennaio, Assopetroli e Assoenergia sostengono la mobilitazione e rappresentano i gestori delle circa 22mila stazioni di servizio.

Da inizio anno il prezzo della benzina alla pompa ha ripreso a correre, arrivando spesso in città attorno ai 2 euro al litro e sulla rete autostradale anche fino a 2,5 euro. Dal 1 gennaio è scaduto lo sconto sulle accise, introdotto a marzo scorso dal governo di Mario Draghi dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Lo sconto inizialmente era di 30 centesimi al litro dal 1 dicembre scorso è sceso a 18.

Martedì il Consiglio dei ministri ha varato un decreto sulla trasparenza che introduce l'obbligo per i benzinai di esporre il prezzo medio nazionale, che verrà elaborato quotidianamente dal Ministero dell'Ambiente, in maniera da fornire maggiore informazione ai consumatori prima della scelta su dove fare rifornimento. Il testo prevede anche delle sanzioni per chi viola le disposizioni, che arrivano fino alal chiusura temporanea dell'attività in caso di recidiva.

Nel decreto, spiegano fonti del governo, non ci sarà un nuovo meccanismo automatico di intervento qualora il prezzo dei carburanti nelle stazioni di servizio tornasse a salire in maniera repentina. Il testo fa riferimento ad una norma contenuta nella legge di bilancio 2008 (articolo 1, commi 290 e 291), che l'esecutivo si riserva di rivedere, che consente di abbassare le accise qualora aumentino le entrate Iva e se il prezzo supera il 2% rispetto alla media del periodo e al valore indicato nel Def.

"Il governo si riserva di adottare le misure di riduzione delle accise in funzione di una norma che, come avrete modo di vedere nel decreto legge approvato il 10 gennaio 2023, consentirà un'azione in questo senso da parte del governo in relazione all'incremento verificato dei prezzi dei carburanti", spiega il ministro Giorgetti durante il question time al Senato.

Il titolare del Mef ricorda: "Le misure adottate dal precedente Governo, che hanno portato alla riduzione delle accise sui carburanti, sono state adottate quando il loro prezzo aveva superato i 2 euro al litro, condizioni di prezzo molto diverse da quelle attuali". Per questo, sottolinea, "il Governo non ha ritenuto opportuno riproporre le misure di riduzione delle accise ma di dover intervenire con misure normative per migliorare la trasparenza dei prezzi ed evitare speculazioni".

Giorgetti tenta un approccio positivo. "Salvo sporadici casi - annota il ministro - il prezzo osservato in questi giorni è tornato ad essere prossimo a quello registrato ad inizio agosto 2022".

Le reazioni dal mondo politico

Continuano però le critiche delle opposizioni. "Il governo che dà colpa ai benzinai degli aumenti decisi dal governo stesso in legge di Bilancio, è il segno di come funzionano le cose nel mondo di Giorgia: combina danni e poi passa il tempo a dare la colpa agli altri", incalza il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Mentre il governatore dell'Emilia Romagna e candidato alla segreteria del Pd Stefano Bonaccini aggiunge: "Giorgia Meloni ha provato a spiegare il suo punto di vista ai partiti. Ma non lo deve spiegare a noi bensì agli automobilisti che hanno il prezzo più alto in Europa".

"Io non parlerei di delusione verso un governo, che è in carica da meno di tre mesi, e che, nella sua prima manovra, ha dovuto fare i conti con una grave crisi energetica, stanziando ben due terzi dei fondi a disposizione proprio per proteggere aziende e famiglie". Così, in una intervista a Qn, la capogruppo al Senato di FI Licia Ronzulli torna sul tema taglio delle accise. "Forza Italia è la prima a sapere che va fatto ancora di più, anche per sbloccare i crediti incagliati delle imprese edili - aggiunge - Un primo intervento in questo senso, anche se non risolutivo, è previsto dal decreto Aiuti quater. Ma continueremo a lavorare per trovare soluzioni efficaci". Tra il caso accise e il programma elettorale, "non vedo alcuna contraddizione. governo e maggioranza hanno fatto una scelta politica, valutando prioritario l'intervento contro il caro bollette, rispetto alla proroga del taglio delle accise, un intervento che costa un miliardo al mese", spiega.

"Il Governo passi dagli annunci ai fatti abbassando subito le accise sui carburanti. È una misura necessaria a contenere l'inflazione e a dare ossigeno alle imprese di trasporto, sia di merci che di persone. Interventi necessari quindi a non deprimere l'economia nell'interesse del paese". Così in una nota Francesco Artusa, presidente di Sistema Trasporti, associazione per il trasporto privato di Ncc e bus turistici.

"Il nostro settore è tra i più colpiti dal caro carburante non godendo dello sgravio delle accise. Per questo rinnoviamo l'invito al ministero dei Trasporti a una valutazione della nostra proposta sul carburante professionale. Confidiamo che prima o poi, al Mit, qualcuno inizierà ad occuparsi anche di mobilità e turismo", conclude Artusa.

"Il provvedimento sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti deciso dal governo è importante e andrebbe esteso anche ad altri settori, compreso quello bancario. Per quanto riguarda, in particolare, il prezzo della benzina e del gasolio, il premier Giorgia Meloni ha dato una indicazione chiara: nell'arco della legislatura, come ha ribadito oggi il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari in una intervista, le accise saranno sterilizzate, anche utilizzando il maggior gettito Iva. Queste sono le promesse, vedremo se dalle parole si passerà ai fatti". Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Mattino Cinque in onda su Canale 5.

"Non vogliamo assolutamente essere strumento politico pro o contro questo governo. Noi da tempo presentiamo diversi malesseri, perché la distribuzione dell'energia in Italia ha bisogno di una grandissima revisione. Il fatto che siamo stati additati come speculatori ha inasprito i toni. Da tempo siamo abituati a essere tacciati dai clienti come quelli che manovrano i prezzi". Lo ha detto Giuseppe Sperduto, presidente della Faib Confesercenti, prima dell'inizio del vertice con il governo a Palazzo Chigi sul caro carburante. "Ora con questa campagna in corso - ha aggiunto - siamo ancora più sulla gogna da parte dei clienti, questo non è accettabile. Da tempo facciamo presente che non abbiamo la possibilità di manovrare i prezzi".

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