Sabato 05 Aprile 2025

Da 40 a 60 anni il momento chiave per l'invecchiamento cerebrale: la scoperta apre a trattamenti preventivi in questa fase

3D render of a medical figure with brain highlighted

C'è un momento chiave per l’invecchiamento del cervello che arriva durante la mezza età, tra i 40 e i 60 anni: trattamenti precoci e preventivi somministrati durante questa finestra critica potrebbero evitare o limitare i danni causati dalle malattie neurodegenerative che possono insorgere più avanti nel corso della vita.

La scoperta, pubblicata sulla rivista PNAS dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana da un gruppo guidato dall’Università statale di New York a Stony Brook, arriva grazie all’analisi delle risonanze magnetiche di oltre 19mila individui, che hanno mostrato come l’invecchiamento cerebrale non segue un andamento costante, ma è segnato da due "gradini" principali:

I ricercatori guidati da Botond Antal hanno inoltre identificato un terzo gradino, tra i 76 e i 90 anni, nel quale la destabilizzazione raggiunge il limite massimo e si arresta. I primi due passaggi chiave sembrano ricalcare quelli scoperti dallo studio pubblicato lo scorso agosto su Nature Ageing da un altro gruppo, che in corrispondenza di 44 e 60 anni ha individuato drastici aumenti o diminuzioni in migliaia di molecole e microrganismi presenti nel corpo, che fanno avanzare repentinamente l’invecchiamento.

Il ruolo del metabolismo nell’invecchiamento cerebrale

In effetti, il meccanismo trainante per l’invecchiamento cerebrale sembra essere il metabolismo, in particolare quello del glucosio, che è il carburante principale del cervello.

I risultati ottenuti dagli autori della ricerca mostrano che il primo scalino è associato a un marcato aumento della quantità di emoglobina legata a molecole di zuccheri: questo legame avviene quando c'è una concentrazione eccessiva di glucosio nel sangue ed è infatti una spia del diabete.

Invece, il secondo gradino avviene insieme a profondi cambiamenti vascolari, che si riflettono soprattutto sulla pressione sanguigna.

Strategie per rallentare l’invecchiamento cerebrale

Alla luce delle recenti scoperte sull’invecchiamento del cervello, numerosi studi scientifici suggeriscono strategie efficaci per rallentare il declino cognitivo e proteggere la salute neurologica. Ecco alcune raccomandazioni basate su evidenze scientifiche:

1. Alimentazione equilibrata e controllo del glucosio

Il metabolismo del glucosio gioca un ruolo cruciale nell’invecchiamento cerebrale. Studi pubblicati su Nature e The Lancet Neurology indicano che una dieta bilanciata, ricca di:

2. Attività fisica regolare

L’esercizio fisico migliora la circolazione sanguigna e stimola la produzione di fattori neurotrofici, proteine che supportano la crescita e il mantenimento dei neuroni. Secondo ricerche pubblicate su Neurology, praticare:

3. Sonno di qualità

Secondo studi della Harvard Medical School, dormire tra 7 e 9 ore per notte aiuta il cervello a eliminare tossine, tra cui quelle legate all’Alzheimer. Una scarsa qualità del sonno è stata collegata a maggiore infiammazione cerebrale e a problemi di memoria.

4. Stimolazione cognitiva

L’allenamento mentale aiuta a mantenere attivi i circuiti neuronali. Studi dell’Università di Cambridge suggeriscono che attività come:

5. Controllo di stress e pressione sanguigna

Il secondo “gradino” dell’invecchiamento cerebrale è legato a cambiamenti vascolari. Per proteggere il cervello è utile:

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