Venerdì, 30 Ottobre 2020
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L'INTERVISTA

Rosario Tindaro “Ciuri” da Letojanni: «’U patruni da minnulata è Amadeus...»

di
Sicilia, Sanremo
Rosario Fiorello

“Ciuri, sugnu i Letojanni...» L’aggancio è semplice. È il richiamo della famiglia, delle origini, di quelle che ti restano dentro. Rosario Tindaro Fiorello, con quel secondo nome che è, al pari dei genitori (papà Nicola di Letojanni, mamma Sarina di Giardini Naxos), il legame più stretto con Messina. Un segno di devozione verso la Madonna Nera del Tindari, a cui la mamma è devota. «A Letojanni (dove è cittadino onorario, ndc) sono tornato in estate, non so ancora se ci tornerò anche quest’anno, vedremo. Mia mamma Sarina – racconta Fiore o “Ciuri”, chiamatelo come volete tanta è la capacità di diventare confidenziale in una qualsiasi conversazione – la sento tutti i giorni. Anche da lei, come da mia moglie, voglio sapere se le sono piaciuto, cosa pensa di questo festival».

E lei prega. Poi dopo averti visto con l’abito di Don Matteo...?

«È proprio come vi ho raccontato, si preoccupa – attacca e sta già ridendo – . Quando mi ha visto vestito con l’abito talare le sarà venuto un colpo... “Non si fa”, mi ha detto, “vedi che poi ti finisce come ad Amadeus... Povero ragazzo”».

E mamma Sarina non sapeva ancora che in serata il suo “picciotto” avrebbe sceso le scale vestito da Maria De Filippi, per mantenere l’impegno preso, in caso di successo di ascolti (che in mattinata aveva commentato con un sicilianissimo... «minchiaaaaaa»).

Un ciclone. Performer fantastico. Sanremo investita dalla Fiore mania. Tutti lo inseguono, tutti lo vogliono. I giornalisti non vedono l’ora che irrompa in conferenza stampa. Perché con lui si svolta. E lui al gioco ci sta... Inarrestabile. «Voi siete proprio allergici al divertimento – rivolto ai dirigenti Rai che provano ad arginarlo – vabbè sto zitto...».

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Fiore, ma ti pesa essere considerato il badante 2.0 di Amadeus?

«Ma pensateci un attimo. Vi immaginate Amedeus che mi chiama e poi mi dice cosa devo fare o cosa non devo fare. Il nostro rapporto va oltre, l’uno si fida dell’altro. Lui sa fare delle cose. Poche (e giù risate, ndc). E io provo ad aiutarlo. Ma “u patruni da minnulata” è lui».

Poi l’ammissione, che aveva anticipato in sala stampa. «Ve lo dico, da ospite al festival di Sanremo non tornerò più. L’ho fatto già troppe volte. Da conduttore non è proprio il caso. Ma potrei tornare da cantante. Mi piacerebbe tornare a fare il cantante serio. Ho anche un sacco di amici che potrebbero scrivere per me canzoni davvero belle. Da Lorenzo Jovanotti, a Biagio Antonacci o Giuliano Sangiorgi».

Cosa ti è piaciuto di più della prima serata?

«Achille Lauro mi ha fatto morire. L’esibizione del cantante è stata teatro, spettacolo. L’ho visto entrare in scena e ho pensato: guarda c'è Belfagor. Poi mi sono girato un attimo e l’ho visto nudo. Mi ha divertito molto. E poi Rula, ero dietro le quinte durante il suo monologo, l’emozione è arrivata sin lì. Con Amadeus eravamo d’accordo che dopo il numero iniziale sarei andato via e mi sarei fatto sentire magari al telefono. Invece ho pensato: ma dove vado? Solo in albergo? E sono rimasto lì. Tutto quello che è successo dopo è nato così». Come ieri sera con quello sketch tutto siciliano, declinato in «Fui, fuisti, fuit, annasti per futtiri e fusti futtutu».

Poi ha cantato «una canzone inedita talmente bella che se fosse stata in gara avrebbe avuto l’opportunità di vincere qualcosa: si intitola “La classica canzone di Sanremo”. Non avendo mai vinto niente, né cose sportive né premi musicali chiedo aiuto alla sala stampa, se vi piace la canzone voglio come premio il lumino d’oro», chiede indicando tra le risate i vasetti dorati sulle scrivanie dei giornalisti. Lo riceverà...

Oggi giorno di riposo. E Fiorello è già in campo. «Sapete chi si allena a Bordighera? Sinner col suo maestro Riccardo Piatti. Mi hanno invitato e ci andrò. Il tennis mi è sempre piaciuto».

E in serata anche l’incredibile: l’amico Nole Djokovic, il n. 1 al mondo, a cantare e palleggiare con lui sul palco. E il ricordo va a papà Nicola. «Una volta, quando ero piccolo, in Sicilia, gli dissi che volevo giocare a tennis e gli portai la liste delle cose da comprare. Mi disse: “Allora devi decidere: o mangiamo o giochiamo a tennis...”. L’ultimo che si è allenato con Sinner è Roger Federer? Questione di R e F: come me, Rosario Fiorello».

Da Letojanni.

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