Martedì, 27 Ottobre 2020
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TERZA SERATA

Alberto Urso e Ornella Vanoni sul palco di Sanremo: quando la musica unisce le età

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È appena sceso dal palco dopo le prove del pomeriggio, tiene per mano Ornella Vanoni con la cura che si sceglie per un cristallo e con la reverenza che un ragazzo di 22 anni, che si affaccia al mondo della musica, deve a un’interprete straordinaria. Sorride. L’emozione gli si legge in volto. Sono le prime parole di Alberto alla sua Messina. «So che mi state seguendo alla grande, come la mia città – attacca – vi ringrazio e ringrazio tutti. Sono felicissimo, ho appena cantato accanto alla Vanoni».

Il pensiero torna indietro di qualche giorno, a quell’esordio all’Ariston che dopo il successo ad “Amici” segna il punto di non ritorno, il debutto al ballo dei “grandi”. «È stato indescrivibile, ero emozionatissimo di cantare qui, dove è stata fatta la storia della musica italiana. Ho voluto con me la mia famiglia e sapere che erano seduti in platea è stato qualcosa di speciale. È un’esperienza incredibile e voglio viverla con loro. Al nostro fianco ci sarà anche mia nonna...».

A cui ha dedicato la canzone e lo ribadisce ancora una volta. Una settimana in una centrifuga che può stritolarti, ma sempre ancorato alle cose che ha di più caro: gli affetti. «Il mio sole ad est è mia nonna. Sento la sua presenza in ogni cosa che faccio e la porto sempre con me. Spero che questa canzone emozioni. Lei mi ha incitato a cantare, quando ero piccolo mi cantava le arie liriche. Di “Turandot”, o “Una furtiva lagrima” da “L'elisir d’amore” di Donizetti. L’opera era nelle mie vene e nel mio cuore».


La giuria demoscopica non lo ha premiato (dodicesima posizione), qualche critica eccessiva e persino sordida da parte dei critici musicali, così come è sceso nelle quotazioni dei bookmaker (da 6 a 15). Grande curiosità per la votazione dell’Orchestra e soprattutto del televoto che potrebbero premiarlo. Alberto non ci pensa, non commenta le critiche e pensa ad altro. «Mi godo questa esperienza, che mi sta facendo crescere – racconta – . Mi piacerebbe fare soltanto bella figura in questo tempio della musica. Poi penserò all’uscita del repack di “Il Sole ad Est” che conterrà quattro nuovi inediti oltre al brano di Sanremo, e infine le prime date live» che toccheranno anche la sua Sicilia.

Il pensiero al suo pop-lirico che lo ha lanciato senza però precludersi la possibilità di altri generi («anche il rap, perché no?»). «E nei progetti c’è anche l’idea di portare la mia musica all’estero – racconta – . Mi è sempre piaciuto viaggiare moltissimo, impari sempre e arricchisci la tua vita. Anche se per un siciliano non è mai facile, ti manca casa».

A Sanremo anche la sua amica di sempre, Giordana Angi. Un percorso comune che si intreccia nelle gare, prima di “Amici” e adesso dell’Ariston: «Ma non saremo mai avversari – continua – io faccio il tifo per lei e lei per me. Ci diamo consigli, ci mandiamo dei messaggi dopo le esecuzioni. È un’amicizia che va oltre le dinamiche musicali». In serata, come detto, il duetto con Ornella Vanoni. «Mi ha dato tanti consigli, è una interprete straordinaria e una donna meravigliosa». Hanno cantato “La voce del silenzio”, scritta da Paolo Limiti: «È una canzone capolavoro, che ho nel cuore e che canto da quando ero piccolo. Parla di lontananza e anche di amore, il mio tema preferito. Ma in futuro voglio parlare anche di altro, di temi che riguardano l’attualità».

L’attualità è la standing ovation di ieri sera del teatro Ariston. Praticamente perfetto.

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